Birra Peroni apre le porte dello stabilimento di Padova per i suoi 180 anni. Oltre 25 milioni investiti in innovazione e sostenibilità

Birra Peroni
Birra Peroni

(di Sara Falchetto)

In occasione del 180° anniversario dalla fondazione, Birra Peroni ha aperto le porte del proprio stabilimento di Padova alle istituzioni locali e regionali, rinnovando il proprio impegno verso innovazione industriale, sostenibilità e valorizzazione delle persone.

L’incontro si è svolto il 4 marzo presso il sito produttivo di via Prima Strada e ha visto la partecipazione di Massimo Bitonci, assessore allo Sviluppo Economico, Ricerca, Innovazione e Attrazione Investimenti della Regione Veneto, del sindaco di Padova Sergio Giordani e dell’assessore alle Attività Produttive Antonio Bressa.

Ad accogliere la stampa e gli ospiti, il nuovo direttore dello stabilimento Giuseppe Sicignano, insieme ai rappresentanti dell’azienda Federico Sannella, direttore Relazioni Esterne e Affari Istituzionali, Andrea Sutti, direttore Integrated Supply Chain, e Carlo Artusi, Manufacturing Director.

L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sul ruolo strategico del sito padovano all’interno della rete produttiva dell’azienda e sugli investimenti realizzati negli ultimi anni: oltre 25 milioni di euro destinati all’innovazione tecnologica, al miglioramento delle performance ambientali e alla sicurezza e al benessere dei lavoratori.

Birra Peroni: gli investimenti nello stabilimento padovano

Il Direttore Federico Sannella ha presentato il sito produttivo, soffermandosi sul significato del traguardo raggiunto dall’azienda:

 “Quest’anno festeggiamo 180 anni, una tappa importante ma l’azienda sta lavorando pensando già ai prossimi 180 anni. Lo stabilimento di Padova fa parte dei tre grandi stabilimenti produttivi insieme a Roma, dove si trova anche il quartier generale, e Bari. Abbiamo inoltre una malteria a Pomezia e siamo una delle poche realtà con una filiera integrata, grazie ai rapporti con aziende agricole che ci forniscono la materia prima».

L’azienda produce complessivamente circa 6,5 milioni di ettolitri di birra all’anno, mentre lo stabilimento padovano contribuisce con oltre 2 milioni di ettolitri. Dal sito veneto partono inoltre esportazioni verso numerosi mercati internazionali.

«Un tema a cui teniamo molto è la cura delle persone e la sicurezza sul lavoro – ha aggiunto Sannella -allo stesso tempo sono centrali i temi dell’economia circolare, della sostenibilità agricola e della gestione responsabile dell’acqua. Proprio nello stabilimento di Padova abbiamo investito oltre 25 milioni di euro negli ultimi anni per la sicurezza e lo sviluppo, in particolare nella nuova area dei magazzini».

Tra gli interventi più rilevanti spicca l’installazione di una nuova linea di imbottigliamento, capace di gestire formati da 25 a 66 cl e di aumentare la produttività da circa 32.000 a oltre 55.000 bottiglie all’ora, migliorando allo stesso tempo qualità, sicurezza e flessibilità produttiva.

Il direttore dello stabilimento Giuseppe Sicignano ha illustrato le caratteristiche del sito produttivo:
«A Padova lavorano circa 170 dipendenti e abbiamo due linee di imbottigliamento e una linea dedicata ai fusti. Qui produciamo numerosi marchi del gruppo, tra cui Peroni, Peroni Cruda, Peroni Gran Riserva, Peroncino, Peroni Nastro Azzurro, Asahi Super Dry, Kozel Dark e Kozel Premium Lager, oltre a Wuhrer, Itala Pilsen e Saint Benoit, destinati sia al mercato italiano sia a quello internazionale».

Negli ultimi tre anni il sito ha beneficiato di oltre 25 milioni di euro di investimenti, con l’obiettivo di aumentare produttività ed efficienza. Tra le innovazioni introdotte figura anche il Mash Filter, una tecnologia di filtrazione utilizzata nel processo di produzione del mosto. «Questa tecnologia permette di massimizzare la resa della cotta e migliorare la filtrazione – ha spiegato Sicignano –si tratta di un’innovazione significativa nel settore birrario e lo stabilimento di Padova è stato il primo all’interno di Birra Peroni ad adottarla».

Gli investimenti hanno riguardato anche il miglioramento degli spazi dedicati ai dipendenti, con la ristrutturazione della mensa centrale e della mensa del reparto packaging, la realizzazione di nuovi spogliatoi femminili e il potenziamento dei sistemi di climatizzazione, soprattutto nelle aree di confezionamento. L’azienda è stata riconosciuta Top Employer Italia 2026 per il quinto anno consecutivo ed è la prima nel settore birrario ad aver ottenuto la certificazione sulla parità di genere UNI/PdR 125:2022.