Borsa, il valore delle quotate per la prima volta supera i 900 miliardi: il 51% è in mano estere

Piazza Affari continua a rafforzarsi e diventa sempre più internazionale. Nel 2026 il valore complessivo delle società quotate italiane raggiunge 906,5 miliardi di euro, con un incremento di 144 miliardi (+18,9%) rispetto al 2025, quando il capitale di mercato si fermava a 762,5 miliardi. Parallelamente si consolida il peso degli investitori esteri, che detengono ormai 462,8 miliardi di euro, pari al 51,05% dell’intero capitale delle società quotate, confermandosi per il secondo anno consecutivo il principale azionista di Piazza Affari.

Crescono anche le partecipazioni detenute da imprese italiane, banche, famiglie, assicurazioni e Stato, in un quadro di rafforzamento generalizzato del mercato azionario nazionale. Allargando lo sguardo all’intero universo delle società per azioni – quotate e non quotate – il patrimonio complessivo supera per la prima volta 4.177 miliardi di euro, con un incremento di 352,5 miliardi (+9,2%) in dodici mesi. Le famiglie restano il principale azionista del capitalismo italiano con 1.895 miliardi di euro, pari al 45,4% del capitale complessivo delle Spa, mentre gli investitori stranieri consolidano una presenza superiore al 21%.

Tra gli investitori italiani, la crescita più sostenuta riguarda le imprese, le cui partecipazioni aumentano da 115,5 miliardi a 142,8 miliardi di euro, con un incremento di 27,4 miliardi (+23,69%). La loro incidenza sul capitale delle società quotate cresce dal 15,15% al 15,76%, segnalando un rafforzamento delle partecipazioni industriali e strategiche. Anche le banche incrementano significativamente la propria presenza nel mercato azionario, portando il valore delle partecipazioni da 114,4 miliardi a 131,4 miliardi di euro, con una crescita di 16,9 miliardi (+14,81%). Nonostante l’aumento in valore assoluto, la quota sul totale scende leggermente dal 15,01% al 14,49%, per effetto della più rapida espansione del mercato complessivo.

È quanto emerge da una analisi del Centro studi di Unimpresa, relativa al valore delle partecipazioni detenute da tutte le categorie di azionisti nelle società per azioni italiane. Negli ultimi quattro anni il mercato dei capitali italiano ha registrato una crescita molto sostenuta. Dal 2022, anno di insediamento del governo Meloni, il valore complessivo delle società per azioni è salito da 2.801,9 a 4.177,4 miliardi di euro (+49,1%), mentre quello delle società quotate è cresciuto da 506,8 a 906,5 miliardi (+78,8%).

La Borsa ha così aumentato il proprio valore di quasi 400 miliardi, confermando una capacità di crescita superiore a quella dell’intero sistema delle Spa e una maggiore attrattività verso i capitali, soprattutto internazionali. Il mercato azionario italiano conferma così una fase di crescita che interessa sia la capitalizzazione delle imprese quotate sia il valore complessivo del sistema societario nazionale. Se da un lato Piazza Affari continua ad attrarre capitali internazionali, dall’altro resta evidente il ruolo centrale delle famiglie italiane, che continuano a rappresentare il principale azionista dell’economia del Paese. La struttura proprietaria del capitalismo italiano evolve verso una crescente apertura ai mercati globali senza perdere il proprio tradizionale radicamento domestico.