Degrado a Porta Nuova, Marco Padovani denuncia: “Tommasi esca dal suo bunker e amministri la città”

«Alle 5.45 del mattino, nei giardini davanti alla stazione di Verona Porta Nuova, lo spettacolo che si presenta a pendolari, lavoratori e turisti è quello di accampamenti improvvisati, persone che dormono all’aperto e ratti che si muovono nell’area. È questa l’immagine che una città come Verona vuole offrire a chi arriva e a chi parte?».

Lo dichiara Marco Padovani, deputato di Fratelli d’Italia, intervenendo sulle condizioni di degrado segnalate nell’area della stazione. «La situazione non può più essere liquidata come un episodio isolato o come una semplice percezione. Stiamo parlando di uno dei principali punti di accesso alla città, frequentato ogni giorno da migliaia di persone, che nelle prime ore del mattino si presenta in condizioni indegne».

«Mi domando se il sindaco Damiano Tommasi e l’assessore Federico Benini abbiano mai preso un treno da Verona Porta Nuova alle prime ore del giorno. Hanno mai attraversato quei giardini? Hanno mai visto cosa incontrano una ragazza che viaggia da sola, un lavoratore pendolare o un turista appena arrivato a Verona?».

«Il problema non riguarda soltanto il decoro. La presenza di accampamenti e ratti pone evidenti questioni igienico-sanitarie, di sicurezza e di vivibilità. Servono pulizia straordinaria, derattizzazione, illuminazione adeguata, controlli e un presidio costante dell’area. Tutte responsabilità sulle quali il Comune non può continuare a voltarsi dall’altra parte».

«Da anni l’amministrazione Tommasi parla di grandi trasformazioni urbane, pedonalizzazioni e nuovi spazi pubblici, ma sembra incapace di garantire le condizioni minime di pulizia e dignità nei luoghi che già esistono. Prima delle dichiarazioni celebrative viene la gestione quotidiana della città. La stazione è il primo biglietto da visita di Verona. Oggi, invece, rischia di essere il simbolo di un degrado ormai tollerato e diventato quasi normale. Ma non è normale, e soprattutto non è accettabile. Il sindaco e l’assessore Benini escano dai propri uffici e vadano sul posto, quando non ci sono inaugurazioni né telecamere ad attenderli. Forse allora comprenderanno che Verona ha bisogno di essere amministrata, non raccontata».