(rfg) Oggi i mercati aprono in forte risk-off dopo l’attacco statunitense congiunto a Israele in Iran mettendo a rischio le catene di approvvigionamento di energia e di conseguenza la tenuta dell’economia globale. Le Borse europee scivolano in profondo rosso nella prima seduta di contrattazioni del mese di marzo. Parallelamente, l’interruzione dei trasporti aerei (la più grande registrata a livello globale con 19mila voli ritardati e oltre 2.600 cancellati) sta pesando sulle compagnie del settore: tra le altre, sono in forte ribasso Deutsche Lufthansa -7,02% e Air France-Klm -7,43% che hanno sospeso le tratte verso il Medio Oriente. Anche le Borse asiatiche sono in forte calo, mentre i future di Wall Street perdono un punto percentuale.
Mercati, ecco le Borse europee in dettaglio
FTSE MIB: -1,79% a 46.364 punti. Milano si muove in netto ribasso, I timori sulla stabilità dell’economia mondiale, aggravati dall’interruzione delle catene di approvvigionamento energetico, penalizzano i titoli industriali e bancari. Al contrario, guadagnano slancio i settori della difesa e le compagnie petrolifere, beneficiando del forte aumento del prezzo del greggio. Tra i principali titoli milanesi perdono così quota in particolare Stellantis -5,92% , Unipol -4,20% , Bper Banca -4,99% , Mediobanca -4,54% , Brunello Cucinelli -4,22% e Intesa Sanpaolo -4,31%. Sono invece ampiamente sopra la parità solamente Leonardo +5,03% (vedi grafico qui sotto) , Eni +3,88% , Fincantieri +3,67% e Tenaris +1,08%.

I titoli come Leonardo S.p.A. e Rheinmetall AG, stanno beneficiando del rinnovato clima di tensione geopolitica perché il mercato anticipa un possibile aumento della spesa militare da parte dei governi europei e della NATO, con accelerazioni su ordini di munizioni, sistemi di difesa aerea e tecnologie strategiche. In questo contesto potrebbero trarre vantaggio anche gruppi come Thales Group, BAE Systems, Airbus SE (divisione Defence & Space) e Saab AB, mentre in fasi di avversione al rischio il comparto viene percepito come una copertura naturale contro l’instabilità internazionale, attirando flussi in uscita dai settori più ciclici e sensibili al rallentamento economico.
In Germania il DAX 40 perde il 2,00% (~27.779 punti). Anche il mercato tedesco subisce la volatilità causata dal conflitto in Medio Oriente con l’eccezione di Rheinmetal che sale del 2,55%. In Francia il CAC 40 lascia l’1,89% (~8.418 punti). La borsa di Parigi è spinta verso il basso con Air France-Klm a -7,43%. A Londra il FTSE 100 perde lo 0,97% (~10.804 punti). il mercato britannico è il più stabile tra le borse europee perché è più esposta a energia e materie prime che beneficiano del rialzo del petrolio, ha una composizione più difensiva e meno ciclica e trae vantaggio da un dollaro forte dato che molte sue società generano ricavi in valuta estera.
Gli attacchi e conseguenti timori di interruzioni energetiche spingono volatilità e rotazioni settoriali.
🟢 Potenziali beneficiari di breve termine
- Energia / Petrolio: livelli positivi se Brent resta in rally.
- Difesa: potenziali acquisti su società in questi comparti se brent & geopolitica restano elevati.
🔴 Più vulnerabili in scenario short-term
- Compagnie aeree / travel – costi carburante più alti → margini compressi.
Bancari e ciclici – se volatilità resta alta e crescita rallenta.
Balzo dell’oro spot, nonostante la risalita del dollaro
Il caos in Medio Oriente innesca anche il rally dei metalli preziosi. Sull’onda dell’incertezza geopolitica ed economica, balza l’oro e sono in rialzo anche l’argento, il platino e il palladio. Tra i beni rifugio per eccellenza, i metalli preziosi e l’oro sono «forse il miglior barometro per riflettere l’incertezza globale – ha affermato l’analista indipendente Ross Norman, citato da Radiocor – Dovremmo aspettarci che il metallo giallo venga rivalutato al rialzo raggiungendo nuovi record, dato che stiamo entrando in una nuova era di incertezza geopolitica».
| Materia Prima | Valore Attuale | Variazione 24h | Variazione 1 Anno |
| Oro (Spot) | 5.210,81 USD/oz | +0,32% | +79,72% |
| Argento (Spot) | 89,84 USD/oz | +3,27% | +140,49% |
| Petrolio Brent | 71,17 USD/bbl | +0,47% | -3,66% |
| Rame | 6,0570 USD/lb | +0,53% | +15,08% |
Conflitto in Iran spinge acquisti su Bund, spread a 65 punti
Il conflitto in Iran innesca un moderato, per il momento, flight-to-quality sul mercato obbligazionario europeo. Si segnala così una preferenza degli operatori per i titoli di Stato tedeschi che vedono flettere i loro rendimenti su tutte le scadenze, allargando lo spread che li separa dai titoli di Stati degli altri Paesi dell’Eurozona. E’ il caso dei BTp che, sulla scadenza decennale, vedono salire il loro rendimento, mentre il differenziale nei confronti del pari scadenza tedesco sale a 65 punti dai 62 del closing precedente. Rialzi frazionali si segnalano per i Bonos decennali spagnoli e per gli OaT francesi che, nelle prime battute, performano meglio dei corrispettivi italiani e mantengono le distanze rispetto al Bund tedesco che, in avvio, esibisce un rendimento del 2,66% sulla scadenza decennale.



