Chi convince il generale?

Due le variabili: Carlo Calenda starà con il campo largo oppure correrà da solo o coi centristi in una nuova coalizione liberal?
Seconda, il generale Vannacci (che ha appena votato no alla fiducia al “governo molliccio, della falsa destra” ) resterà sull’Aventino della destra radicale oppure porterà FN (intesa come Futuro Nazionale e non Forza Nuova…) nella coalizione conservatrice?
Perché se le riposte sono un sì e un no, il destino è segnato: fra un anno il centrosinistra batterà il centrodestra 48 a 45,1. Questo il peso delle due coalizioni facendo la somma delle percentuali che emergono dal sondaggio SWG al 30 marzo scorso, una vota digerito il risultato del referendum.
Come detto sono due variabili e non da poco: di Calenda è nota l’idiosincrasia per i 5Stelle e per Matteo Renzi; di Roberto Vannacci è nota la verve e presenza scenica, ma mancano riscontri alla sua capacità di costruire alleanze. Anzi, l’uomo è più abituato a dare ordini che riceverne. E questa che è la sua forza comunicativa può rivelarsi un ostacolo non da poco nel percorso che il centrodestra deve necessariamente fare per averlo nella prossima coalizione: chi andrà a trattare con lui? Chi porterà il maalox a Salvini che si è visto tradito dal generale ed a Tajani che rappresenta quel moderatismo che ai futuristi non è mai piaciuto. Toccherà a Giorgia Meloni andare al vedo con l’ex addetto militare a Mosca? E come quaglieranno la politica italiana pro-Ucraina con le posizioni di FN sul tema?
Mistero. Nel frattempo il sondaggio dice che il referendum non è stata questa gran sorpresa: in Italia li bocciamo quasi tutti e quindi FDI non ne paga il prezzo, persino Forza Italia (cui il referendum era “dedicato”) recupera uno 0,1%. La Lega scende dello 0,2. Il centrosinistra – nonostante Bella Ciao cantata dai magistrati napoletani – non monetizza che poco o nulla: appena lo 0,4% in più rispetto a prima del referendum. Insomma, tanto rumore per nulla.
Resta il trend di più lungo periodo: fra un anno, o prima, conteranno i temi veri: il futuro dell’industria, la pace, il prezzo del gasolio, le tasse che vogliamo sempre in calo a fronte di servizi sempre più in crescita. Auguri.