La crescita prosegue, ma ad un ritmo più contentuto
Nel primo semestre del 2026 le compravendite residenziali in Italia sono state 381251, in aumento del 2,1% rispetto allo stesso semestre del 2025. Le compravendite supportate da mutuo sono aumentate del 4,5%, mentre quelle relative ad abitazioni di nuova costruzione hanno registrato una crescita del 15,3%.L’aumento delle compravendite risulta quasi analogo: nelle città capoluogo +2,2%, e nei comuni non capoluogo +2,1%. Raggruppando le compravendite tra grandi città e rispettivi hinterland, si rileva un incremento del 3,0% per le prime e del 2,7 % per le seconde.
Prezzi
Le grandi città chiudono il semestre con un aumento dei prezzi dell’1,9%. Milano rappresenta l’unica realtà in lieve flessione (-0,5%) e, per la prima volta, evidenzia segnali di rallentamento del mercato. I prezzi interrompono la crescita a Firenze (0%), mentre Bologna registra un incremento contenuto (+0,8%). I valori crescono in modo significativo a Verona (+4,9%) e Torino (+3,7%). I capoluoghi di provincia registrano un aumento dei prezzi dell’1,4%, mentre l’hinterland delle grandi città segna un incremento del +2,0%. Tra le province delle metropoli si distinguono gli aumenti più marcati di Bari (+4,1%), Palermo (+2,9%) e Milano (+2,5%). Le abitazioni di nuova costruzione chiudono il semestre con una crescita dei prezzi del 2,0%, inferiore rispetto a quella rilevata nei semestri precedenti. Le compravendite effettuate attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa nel primo semestre del 2026 evidenziano inoltre un aumento della quota di acquisti di abitazioni in classi energetiche elevate (A e B), che si attestano al 9,2% sul totale delle compravendite.
Domanda, disponibilità di spesa e offerta
Nelle grandi città la domanda immobiliare si concentra prevalentemente sul trilocale, che raccoglie il 41,5% delle richieste. Seguono il bilocale (24,8%) e il quattro locali (22,1%). A Milano la tipologia più ricercata è il bilocale (44,7%), unica eccezione tra le grandi città. Nei capoluoghi di regione che non rientrano tra le grandi città, il trilocale si conferma la tipologia più richiesta, con percentuali naturalmente più elevate (55,2%), seguito dal quattro locali, che si attesta al 20,6%, e dal bilocale (19,9%). Nelle grandi città la disponibilità di spesa si concentra prevalentemente (66,6% dei casi) nella fascia inferiore a 250 mila €, in linea con gennaio 2026.
Milano e Roma presentano una maggiore concentrazione nella fascia di spesa tra 250 e 349 mila €, rispettivamente con 26,1% e 25,3%.
Nei capoluoghi di regione che non rientrano tra le grandi città, il 39,3% dei potenziali acquirenti dichiara una disponibilità di spesa inferiore a 119 mila €. Per quanto riguarda l’offerta immobiliare, il trilocale è la tipologia maggiormente presente sul mercato con una quota del 34,3%. Seguono il bilocale, pari al 23,3%, e il quattro locali, con il 22,7%.
Locazioni
Nella prima parte del 2026 i canoni di locazione hanno evidenziato un aumento dell’1,7% per i monolocali, dello 0,6% per i bilocali e dell’1,0 % per i trilocali. Rispetto al semestre precedente emerge un rallentamento della crescita, che negli ultimi anni era stata particolarmente sostenuta. Milano, Bologna e Bari sono le città in cui i canoni hanno registrato un ribasso, seppur con intensità differenti. Palermo e Torino hanno invece segnato gli incrementi più consistenti. Anche nei capoluoghi di provincia i canoni di locazione hanno continuato a crescere: +1,6% per i monolocali, +2,3% per i bilocali e +1,7% per i trilocali. Anche in questo caso si osserva una crescita più contenuta rispetto al semestre precedente. La domanda di immobili in affitto resta elevata, mentre l’offerta fatica a tenere il passo con le esigenze di chi cerca casa: persone che non hanno accesso al credito, che non desiderano acquistare o che si trasferiscono per motivi di lavoro e studio.



