Infortuni sul lavoro in aumento

Gianpaolo Trevisi e Monica Sambo

Trevisi e Sambo (PD): «La Regione garantisca risorse concrete a tutela dei lavoratori»

«I dati INAIL, elaborati dall’ANMIL in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro che quest’anno ha visto Longarone come luogo delle celebrazioni, sono allarmanti e confermano anche per la nostra regione uno scenario di fronte al quale è doveroso agire con misure concrete a livello istituzionale».
La presa di posizione è dei consiglieri regionali del PD, Gianpaolo Trevisi e Monica Sambo, rispettivamente presidente della commissione per la Promozione della legalità, e vice presidente della commissione Lavoro.
«Nei primi otto mesi del 2026 in Veneto sono state presentate 47.602 denunce di infortunio, il 2,6% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le denunce con esito mortale sono 75, contro le 76 del 2025. Nel frattempo, crescono le malattie professionali: se in Italia l’incremento è del 18%, in Veneto siamo al 22%. Questi numeri riportano l’attenzione sulla sorveglianza e la formazione a tutela dei lavoratori».
Secondo gli esponenti dem «La Regione è chiamata a garantire la piena funzionalità degli SPISAL e dei servizi delle ULSS che si occupano di prevenzione e controlli negli ambienti di lavoro. Azioni che diventano impossibili da attuare se non vengono garantite le risorse necessarie: la Regione metta adeguati finanziamenti già a partire dal prossimo bilancio. Oltre al numero delle ispezioni, conta infatti il loro seguito: tornare nelle aziende, verificare che le irregolarità siano state risolte, capire dove gli stessi problemi si ripresentano. La Regione può incidere su questa capacità attraverso gli organici, gli strumenti e il coordinamento dei servizi».
Trevisi e Sambo sottolineano come «serve la massima attenzione anche sul fronte della formazione. Ai lavoratori più giovani alla prima esperienza, oppure a chi cambia mansione, e a quanti provengono da altri Paesi e non hanno ancora una piena padronanza linguistica, vanno forniti strumenti conoscitivi dei diritti in ambito lavorativo, delle misure di sicurezza e dei rischi legati al lavoro che svolgono».
Non da ultimo, il richiamo all’ambito degli appalti, dei subappalti e delle segnalazioni: «Quando nello stesso luogo operano più imprese, deve essere chiaro chi organizza il lavoro, chi controlla e chi interviene se emerge un rischio. Anche negli affidamenti pubblici la sicurezza deve pesare nelle scelte e nelle verifiche durante l’esecuzione del contratto. Chi segnala una macchina pericolosa o una procedura sbagliata deve ricevere una risposta tempestiva e poterlo fare senza mettere a rischio il proprio posto. Sono tutte misure – concludono Trevisi e Sambo – attorno alle quali la Regione deve decidere davvero di fare da garante. Altrimenti la sicurezza sul lavoro rimane pura, inutile retorica».