Corsi lascia la Lega. Borchia: “Prima di sbattere la porta, paghi le sue quote…”

E’ tagliente la risposta della Lega alla lettera con la quale Enrico Corsi – da 30 anni nel partito con più incarichi dirigenziali – annuncia la sua uscita. “È da circa – scrive Corsi – un anno che valuto questa scelta, nella speranza che la situazione interna al partito, potesse evolvere positivamente. Purtroppo, ciò non è avvenuto. Ho ricoperto diversi incarichi, sempre ottenuti attraverso l’impegno personale e il consenso elettorale. In più occasioni ho accettato decisioni che non condividevo, facendo un passo indietro per il bene della squadra e del movimento, convinto che l’unità fosse un valore imprescindibile. Oggi, però, sento il dovere di domandarmi cosa sia rimasto dei principi e degli ideali che un tempo ci avevano unito e motivato.
Per la prima volta abbiamo un Ministro alle Infrastrutture, e tuttavia la priorità individuata è diventata il ponte sullo Stretto di Messina. Lo stesso Ministro ha autorizzato il Sindaco di Verona, appartenente a una coalizione di centro-sinistra, a destinare i 54 milioni di euro previsti per il Traforo delle Torricelle ad altre opere, nonostante si trattasse di un intervento strategico per la nostra città e frutto di anni di impegno politico, senza che ne venissimo informati di una decisione cosi importante per il nostro territorio
Contestualmente, il movimento ha accolto figure che nulla condividono con la nostra storia e la nostra identità, motivate esclusivamente da opportunismi elettorali
“.

Borchia: Corsi da tempo un estraneo, noi leali su Museo del vino e traforo

Enrico Corsi attacca la “Lega nazionale” di Matteo Salvini. E puntuale è arrivata la risposta, attraverso le parole taglienti di Paolo Borchia, europarlamentare: “Spiace sempre quando un militante storico lascia. Spiace anche apprenderlo dalla stampa. Corsi ha dato tanto alla Lega, ma ha anche ampiamente ricevuto: presidente di circoscrizione, assessore in Comune, presidente di Ater, per due mandati in Regione. Nonostante ciò, purtroppo rimangono ancora pendenze economiche, legate al mancato versamento dei contributi al partito, aspetto che ritengo rappresenti mancanza di rispetto verso quella militanza che paga di tasca propria le spese per il funzionamento delle sezioni. Quando gli impegni sono stati onorati, magari si può criticare con maggiore libertà. Resta il fatto che sulle opere alle quali Corsi teneva di più, il partito ha sempre fatto la sua parte: dalla ricerca dei fondi per realizzare il Museo del vino al recente ordine del giorno presentato in Provincia sul traforo delle Torricelle. Corsi parla di nomine apprese dai giornali senza condivisione, quando le principali sono sempre passate al vaglio del direttivo provinciale. Da tempo estraneo alle attività del partito, e con una sezione locale pressoché azzerata, spiace ricordare che non versava la quota da tempo. In tal senso non mi risultano accordi presi con terzi”.