Così l’Italia del balòn ha riscoperto il 13 – di Jacopo Segalotto Proprio in questi giorni è tornata di moda la vecchia schedina, ideata nel lontano ‘46

Fu ideato nel 1946 da Massimo Della Pergola, noto giornalista sportivo dell’epoca, il Totalizzatore calcistico, meglio conosciuto come Totocalcio, il concorso a premi che ha conosciuto subito grande popolarità tra gli italiani, basato sui pronostici dei risultati delle partite di calcio.
FARE 1
Il montepremi, da sempre molto ricco, ha contribuito a rendere il gioco qualcosa di più di un semplice hobby: veniva infatti visto come una possibilità o una speranza di cambiare vita. Questa concezione viene rafforzata ulteriormente il 21 gennaio 1951 con l’introduzione di un’importante novità. Se fino a quel momento infatti erano dodici i segni delle partite da indovinare, da quella storica domenica calcistica il Totocalcio ne aggiungeva una tredicesima. Il numero 13 diventa così nell’immaginario collettivo un numero speciale, che va oltre alla cerchia della schedina e del palinsesto calcistico. Fare 13 significa vincere tutto, fare bottino pieno e il detto entra a far parte del gergo comune.
SERIE A 1950/51
La necessità di aumentare il numero di partite in schedina era data dalla volontà di rendere la vincita più difficile e di conseguenza con un premio più alto. La modifica venne apportata in coincidenza dell’inizio del girone di ritorno del campionato 1950/51 e subito le quote subirono un’impennata. Ecco quindi la prima griglia dei tredici pronostici da imbroccare: Roma-Bologna, Triestina-Como, Lucchese-Genoa, Inter-Lazio, Udinese-Milan, Fiorentina-Napoli, Samp-Novara e via via tutte le altre. Il Totocalcio per mezzo secolo sarà il gioco più popolare in Italia, prima della legalizzazione dal 1998 delle scommesse sportive.
MONTEPREMI
I primi a superare i 100 milioni di lire? Tali Renzo Rinferi di Prato e Luigi Piacenza di Savona: per ognuno, un 13 da 104 milioni. Il montepremi più alto mai registrato è stato di oltre 34 miliardi di lire, racimolato durante il concorso numero 17 del 5 dicembre 1993. In quella occasione le vincite distribuite portarono i quasi 1.500 vincitori ad incassare poco meno di 12 milioni di lire a testa. La vincita più alta in assoluto fu invece registrata appena un mese prima, il 7 novembre. In tale occasione solo 3 giocatori realizzarono il 13 in schedina e guadagnarono ben cinque miliardi ciascuno.
LA NUOVA SCHEDINA
Intorno alla fine degli anni 90, arriva il naturale declino. Fino alla grande novità di quest’anno: a partire dal 4 gennaio 2022 infatti prende piede un nuovo ciclo di uno dei giochi a pronostico più popolari e amati sul mondo del calcio. La nuova schedina permetterà agli appassionati di poter vincere con il classico 13 ma anche con combinazioni minori, anche con soli tre risultati indovinati. Resta la formula di base, attraverso cui si vince se si azzecca l'”1X2″ degli incontri, ma in aggiunta ci saranno ben sei tipologie di pronostico, con la divisione dei match in due diversi pannelli. Il rapporto passionale dell’italiano con la vecchia schedina è destinato a continuare.