Damiano, fa un giro a Cantù e rifà il PalaOlimpia!

Palazzo Barbieri ha fissato i termini della ristrutturazione del Palazzetto dello sport, il vecchio Pala Olimpia, oggi nominato Pala Magis: 2,76 milioni di € per le pavimentazioni interne non sportive, l’ammodernamento degli spogliatoi, il rifacimento di tutti i servizi igienici, la sostituzione dei serramenti interni ed esterni — compresi i cupolini perimetrali — la sistemazione del piazzale esterno e l’insonorizzazione interna. Il finanziamento sarà ricercato attraverso contratti di sponsorizzazione di tipo tecnico, della durata massima di dieci anni: lo sponsor si farà carico della progettazione e realizzazione delle opere, ottenendo in cambio l’intitolazione e la brandizzazione della struttura.  

In altre parole, il Palazzetto resterà così com’è e si chiamerà pure allo stesso modo –   “Magis” – dato che  probabilmente la multiutility ha già ricevuto l’ordine dall’amministrazione Tommasi di replicare quanto fatto ancora ai tempi dell’amministrazione Tosi 2, con Fabio Venturi al vertice dell’allora Agsm.

I lavori indicati rappresentano un adeguamento della struttura che mostra tutti i suoi quarant’anni  e che oggi è inadeguata per accogliere bene il campionato europeo e la massima serie del volley; un campionato importante di basket (non diciamo nulla per scaramanzia) e che, però, potrebbe fare molto di più. Potrebbe aumentare il numero degli spettacoli sportivi offerti (dal tennis all’hockey ...); potrebbe accogliere convention (e a Verona manca oggi una struttura di qualità per una congressistica all’altezza della città: la Gran Guardia è già tanto occupata, ha spazi limitati e parcheggi ancora più ridotti); concerti; eventi fieristici di nicchia dato che le Gallerie Mercatali e la stessa Fabbrica del Ghiaccio (prima o poi bisognerà farne qualcosa…) non hanno avuto grandi fortune.

La stessa fruizione dello spettacolo sportivo è quella tradizionale, di quarant’anni fa: paghi il biglietto, ti siedi, se sei un VIP accedi a metà gara alla buvette, applaudi, fischi, ti alzi e te ne vai.

Così non si guadagna però, l’impianto resterà obsoleto anche dopo il rifacimento dei bagni (per carità, ottima cosa) ma né il volley né il basket potranno fatturare di più e quindi crescere di più.  Non ci sono spazi per la ristorazione, né  VIP lounge da affittare, non ci sono spazi per un merchandising di qualità, non c’è modo di bloccare il tifoso, fargli fare un giretto a comprare qualcosa.

Vengo alla proposta: perché non aggiungere ai 2,76 milioni di Magis per la sponsorizzazione decennale (4 lire, lo vogliamo dire?) un altro bell’assegno della multiutility e poi chiedere ai privati di partecipare al progetto di un nuovo Palazzetto che partendo da un museo delle glorie locali – abbiamo anche una Coppa Europea da mostrare… – non fermi i visitatori, giocando la carta della multimedialità (vi ricordate il Museo dell’Opera? Quanto bello era…) e dell’immersività; non offra bar veri e ristoranti veri, con vista privilegiata sul campo, shop, strutture esterne per coinvolgere le famiglie ecce cc?

Insomma, perché Damiano Tommasi non fa un giro a Cantù – i rendering sono proprio della Cantù Arena in costruzione – e si fa spiegare (ma non ne ha bisogno, queste cose le sa meglio di noi) il progetto Cantù Arena e la rivoluzione che porterà? Oppure fa un giro a Tortona dove è stata creata una struttura analoga, o a Venezia dove Brugnaro sta facendo grandi cose al riguardo?

Il problema non sono i soldi: un club deal, una quota di azionariato privato anche con piccoli investitori… tutto questo si trova se c’è un’idea, un progetto economico-finanziario e la voglia politica. Tre cose, merce rara a Verona, ma perché non ci si prova mai?