E’ morto Osvaldo Bagnoli

(in aggiornamento)

E’ morto questa mattina, alle ore dieci, all’Ospedale di Borgo Roma (dove era ricoverato da qualche giorno) 0svaldo Bagnoli, 91 anni, allenatore dell’Hellas Verona dello scudetto.

Il suo arrivo nella città scaligera risale al 1981 quando l’allora patron gialloblù lo chiamò a guidare la squadra in Serie B. Nella stagione successiva arrivò subito la promozione nel massimo campionato italiano e nella stagione 82-83 raggiunge un incredibile quarto posto con una squadra composta da alcuni giocatori che poi avrebbero fatto la storia gialloblù come Garella, Volpati, Tricella e Fanna. In quegli anni, con gli arrivi dei leggendari Briegel ed Elkjaer la squadra guidata da Bagnoli, oltre al tricolore, raggiunse anche due finali di Coppa Italia, perse entrambe contro la Juventus di Platini e la Roma di Falcao. 

Lo scudetto resta il capolavoro della sua carriera. Fu una stagione storica per la Serie A: era il primo anno di Maradona a Napoli (che esordì in Serie A proprio al Bentegodi, in un match che vide l’Hellas battere i partenopei per 3-1 grazie ai gol di Briegel, Galderisi e Di Gennaro) ed è stato l’ultimo anno del sorteggio arbitrale integrale. 

Bagnoli rimase sulla panchina gialloblù fino alla stagione 1989-1990 che terminò con la retrocessione dovuta anche alla difficile situazione economica delle società. 

Dopo l’Hellas arrivò il Genoa, squadra con la quale ottiene il quarto posto nella stagione 1990-1991 e la qualificazione in Coppa Uefa. In Europa i rossoblù si spinsero fino alla semifinale, persa poi con l’Ajax, dopo aver eliminato il Liverpool trionfando in trasferta ad Anfield, scrivendo una delle pagine più belle della storia del Grifone. Dopo il Genoa Bagnoli accettò l’offerta dell’Inter. Nel ’93 i nerazzurri terminarono la stagione al secondo posto, la stagione successiva il mister fu esonerato e decise si abbandonare la carriera da allenatore rifiutando diverse offerte negli anni successivi.  Dal 2017 è inserito nella Hall of Fame del calcio italiano e nel gennaio 2018 il Maurizio Setti nominò Bagnoli presidente onorario dell’Hellas Verona.  Con lui se ne va un pezzo di storia dell’Hellas che però resterà scritta per sempre nella memoria e nell’immaginario collettivo dei tifosi veronesi.

Bagnoli, il cordoglio della politica e della città

«La scomparsa di Osvaldo Bagnoli rappresenta una perdita profonda per Verona. Se ne va non soltanto il tecnico che guidò l’Hellas alla conquista dello storico Scudetto del 1985, ma soprattutto un uomo che ha saputo incarnare valori che appartengono alla nostra comunità: il lavoro, l’umiltà, la serietà, il senso di appartenenza e la capacità di costruire un gruppo prima ancora di una squadra. Bagnoli è entrato nella storia del calcio italiano realizzando un’impresa straordinaria, ma il suo legame con Verona va oltre il risultato sportivo. Ha rappresentato un modo di vivere lo sport e la città, con discrezione e autenticità, diventando nel tempo un vero patrimonio della comunità veronese. Per questo ritengo doveroso che Verona gli renda un riconoscimento concreto e duraturo. Presenterò una proposta in Consiglio comunale affinché venga individuato uno spazio pubblico della città – una via, una piazza, un parco o un luogo simbolico legato allo sport – da intitolare alla memoria di Osvaldo Bagnoli. Non sarebbe soltanto un omaggio all’allenatore dello Scudetto, ma alla persona e ai valori che ha lasciato in eredità a intere generazioni di veronesi. Osvaldo Bagnoli merita di continuare a vivere nella memoria della nostra città». Nicolò Zavarise, consigliere comunale Lega Verona

“Nei tanti anni vissuti a Verona, di lui ricordiamo la grande umanità, umiltà e semplicitá, anche quando partecipava per un saluto a piccoli eventi sportivi a scopi benefici. Di carattere schivo, ma gentile, ha sempre rifuggito la ribalta mediatica e le manie di protagonismo, nonostante fosse il piu grande di tutti e avesse scritto la pagina più bella dello sport veronese e una delle più belle del calcio italiano di tutti i tempi. Quello che ha fatto per Verona rimarrà in eterno e sarà per sempre un esempio e un simbolo per tutti”. Ciro Maschio, presidente Hellas Verona Club Parlamento

“È un giorno di grande dolore. La scomparsa di Osvaldo Bagnoli mi rattrista profondamente. Ci lascia una persona autentica e un grande allenatore, che ha incarnato un calcio fatto di passione e valori e che, insieme a una squadra straordinaria, ha regalato a Verona il sogno più bello: uno scudetto entrato nella storia. Il mio pensiero va ai suoi familiari, ai suoi cari e ai tantissimi che gli hanno voluto bene. Osvaldo Bagnoli resterà sempre il grande protagonista dei momenti più belli dell’Hellas. La sua umanità, il suo stile e quella straordinaria impresa continueranno a emozionarci e a farci amare i colori della squadra. Grazie Mister”, così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

 “Osvaldo Bagnoli è stato un allenatore straordinario e un uomo buono, un galantuomo d’altri tempi”, ricorda commosso Flavio Tosi, oggi europarlamentare ed ex Sindaco di Verona. Tosi sottolinea: “Bagnoli è stato l’eroe dell’adolescenza per la mia generazione, è stato leggendario sul lato sportivo, regalando un sogno alla città di Verona, ma ora voglio ricordare soprattutto l’uomo, che ho avuto la fortuna di conoscere molto bene. Un uomo perbene, con la schiena dritta, carismatico”. “Quello scudetto – continua Tosi – è leggenda e segna un’indimenticabile e irripetibile impresa sportiva, ma anche un legame sentimentale indissolubile ed eterno di Bagnoli con Verona. Lui creò un rapporto straordinario con quella squadra, che non a caso è rimasta legatissima alla città. Ci ha lasciato un uomo grandissimo, una figura gigantesca. Ogni veronese credo stia provando emozioni particolari. Un pensiero di vicinanza e affetto alla moglie e alle figlie”.  

Con la scomparsa di Osvaldo Bagnoli Verona perde una delle figure più amate e simboliche della propria storia sportiva e umana. Un uomo che ha saputo regalare un sogno a un’intera città con l’Hellas Verona e a una generazione di bambini, dimostrando che con umiltà, lavoro, sacrificio e convinzione nulla è impossibile. Bagnoli ha scritto una delle pagine più straordinarie del calcio italiano, ma soprattutto ha lasciato un esempio di semplicità, serietà e dedizione che va ben oltre lo sport. Ha dimostrato che i valori autentici possono superare ogni ostacolo e trasformare un’impresa impossibile in una realtà destinata a entrare nella storia. Con gli occhi colmi di lacrime e con l’orgoglio di essere veronesi, lo abbracciamo per l’ultima volta. Di qui all’eternità. Grazie Osvaldo, grazie mister. Per sempre voleremo in alto.”
Così Paolo Borchia, segretario provinciale e capodelegazione al Parlamento europeo della Lega.