(di Christian Gaole)
Manca meno di un anno al voto e il sindaco Damiano Tommasi gioca tutte le sue carte con il Pat, il piano di riassetto del territorio, che entra nella fase decisiva e diventa il banco di prova della maggioranza che governa a Palazzo.
Il completamento della filovia, il rafforzamento del trasporto pubblico e della mobilità dolce saranno i punti di partenza, solo in un secondo momento il Comune valuterà la necessità di nuove infrastrutture come il Traforo delle Torricelle e la Mediana. «Non le escludiamo, ma le mettiamo in secondo piano rispetto alla strategia principale. Prima realizziamo la filovia e misuriamo i risultati, poi valuteremo eventuali interventi aggiuntivi», sottolinea Tommasi.
Una gerarchia che sarà inserita anche nel Pat: «Porremo vincoli normativi affinché sia chiaro che questa è la strada», assicura, ribadendo anche l’obiettivo del consumo di suolo zero e della rigenerazione urbana come risposta alle nuove esigenze abitative.
Dopo mesi di confronti e tensioni, interne ed esterne, quindi, il sindaco sceglie di imprimere un’accelerazione e, nel punto stampa convocato questa mattina nel suo ufficio, lega il passaggio tecnico a un messaggio politico: il nuovo Pat è pronto e la coalizione sembra aver trovato un punto di equilibrio sul dossier più delicato del mandato.
«Entro la fine del mese il documento sarà trasmesso al Genio Civile per le autorizzazioni e alle Circoscrizioni per i pareri. Solo dopo arriverà l’adozione. Ci tenevo a fare questa comunicazione perché è il risultato di un grande lavoro degli uffici e, in primo luogo, della vicesindaca Barbara Bissoli, che ha seguito un impegno preso fin dall’inizio del mandato: revisionare il PAT», spiega Tommasi.
Per il primo cittadino il piano rappresenta molto più di uno strumento urbanistico, «è un documento strategico in quanto il modo in cui si pianifica il territorio rappresenta la visione della città e per Verona non è più procrastinabile se vuole ambire a essere una città europea».
Il passaggio più delicato resta, però, quello politico. Il documento preliminare aveva evidenziato profonde divisioni nella coalizione, con il voto contrario di alcune componenti della maggioranza. Oggi, invece, il sindaco parla di una «sintesi» ormai vicina. «Si sta trovando la quadra su un documento che ha fatto molto discutere, ma che oggi vede la volontà di portare avanti un piano largamente condiviso e innovativo», chiarisce.
Il futuro del piano si lega anche a un possibile Tommasi bis: «Ho sempre detto che il modo in cui affronteremo l’adozione del piano dirà molto della nostra capacità amministrativa». E agli alleati lancia un messaggio: «Per trovare una soluzione condivisa serve sempre un pizzico di insoddisfazione individuale, altrimenti la soluzione collettiva non è quella migliore».
Parole che confermano come il Pat non rappresenti soltanto la visione urbanistica della Verona dei prossimi anni, ma anche il passaggio politico più delicato di una legislatura ormai avviata verso il suo ultimo tratto. Si attendono dunque i pareri del Genio Civile e delle Circoscrizioni, che riceveranno la documentazione entro fine agosto e avranno 40 giorni a disposizione per visionarla e commentarla.



