Gerosa per la prima volta a Verona in Aoui. Apparecchio laser therapy donato da associazione Giada

E’ stato donato ad Aoui un nuovo apparecchio di ultima generazione per il trattamento di alcune malattie ginecologiche.  A donarlo è stata l’associazione di volontariato Giada Aps, presente in ospedale a sostegno delle pazienti operate al seno e della salute della donna in molti altri reparti. Dalla Chirurgia senologica è venuto l’input per l’acquisto di un apparecchio di laser therapy. Si tratta di una terapia non ormonale e non invasiva per le donne oncologiche operate alla mammella, per l’endometriosi e per la chirurgia fetale.

Alla presentazione dell’apparecchiatura era presenta l’assessore regionale prof Gino Gerosa, per la volta a Verona dopo il suo insediamento. Ad accoglierlo, Paolo Petralia direttore generale Aoui e Chiara Leardini Magnifica Rettrice Università di Verona. 
Hanno partecipato inoltre: Anna Maria Nalini presidente GIADA aps, dott.ssa Francesca Pellini direttore Chirurgia senologica e coordinatore Breast Unit, prof. Stefano Uccella direttore Ostetricia e ginecologia, dott. Stefano Scarperi Ostetricia e ginecologia B.
Presenti anche le volontarie GIADA, il nuovo direttore ammnistrativo Aoui dott Roberto Sembeni, il consigliere regionale in Commissione Sanità Anna Leso, alcuni dipendenti dell’Ospedale della donna e del bambino, il comandante Stazione dei Carabinieri Verona principale Vincenzo Reggio, l’agente della Polizia di Stato al Ps di Borgo Trento Dario Zigiotto

Donne operate alla mammella. Le terapie ormonali in seguito a tumore al seno inducono menopausa, aumentando il rischio di atrofia vulvovaginale severa. Queste pazienti in trattamento ormonale presentano un rischio di sviluppare atrofia tra il 25% e il 50%, e tra queste una grande percentuale di donne sono giovani (<50 anni). I sintomi della menopausa indotta sono più frequenti e più gravi di quelli osservati dopo la menopausa fisiologica. Si riscontra un assottigliamento della mucosa vaginale che provoca secchezza ed infiammazione delle pareti, condizione molto frequente causata dalla riduzione dei livelli di estrogeno, Si verifica anche una crescita di batteri responsabili di infezioni. I sintomi sono secchezza, irritazione, prurito, incremento del rischio di infezioni, sanguinamenti, fastidi urinari, dolore ai rapporti. I sintomi tendono a peggiorare se non trattati. 

Per l’endometriosi. L’utilizzo di laser terapia nel trattamento e chirurgia dell’endometriosi rappresenta un passo in avanti rispetto alle tecniche tradizionali, offrendo vantaggi straordinari grazie alla minore invasività, alla migliore preservazione della fertilità e a un recupero particolarmente rapido. La chirurgia laser viene eseguita con successo prevalentemente in laparoscopia, consentendo di trattare i focolai di endometriosi con precisione eccezionale a distanza minima. Garantisce una migliore conservazione e preservazione del patrimonio ovarico grazie al ridotto danno al tessuto. Un risultato particolarmente prezioso per la fertilità femminile. Altri vantaggi sono il sanguinamento notevolmente ridotto grazie alle eccezionali proprietà emostatiche del laser, Minor rischio di aderenze postoperatorie, tassi di recidiva sovrapponibili alle tecniche tradizionali, confermando l’efficacia.

Laser therapy, come funziona. Per i sintomi più severi e per le donne affette da cancro al seno, soprattutto quelle giovani, si può ricorrere a questa terapia non-ormonale, quindi più sicura. I benefici derivano dalle alte temperature generate dal laser, che producono uno shock nei tessuti per recuperare e stimolare l’attività metabolica tipica della premenopausa, agevolando il ripristino del tessuto più idratato. Ogni sessione laser dura circa 5-10 minuti, non richiede anestesia e viene eseguita in regime ambulatoriale.  I risultati positivi sono significativi e possono essere duraturi per più di 12 mesi al termine di tutti i cicli di trattamento. I benefici si riscontrano sulla mucosa vaginale dopo tre cicli di terapia. 

Prof Gino Gerosa, assessore Sanità e programmazione socio-sanitaria del Veneto: “Oggi qui in Azienda ospedaliera a Verona vediamo un tipico esempio di sussidiarietà orizzontale, quella che l’articolo 118 della Costituzione ci richiama con il terzo settore e il volontariato che entrano a aiutare il Servizio sanitario regionale. Un gesto che ha un duplice valore, perché aiuta noi mentre ci prenderci cura dei pazienti. Preferisco dire “presa in cura” piuttosto che “presa in carico”: significa accompagnare la persona non solo nel percorso di diagnosi e terapia, ma anche dopo. Ed è esattamente quello che si fa grazie a quanto donato dall’associazione Giada, perché come ci ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la salute non è solo assenza di malattia, ma benessere psicofisico, sociale ed economico. E poi c’è il tema della prevenzione, che è essenziale per un sistema sanitario universalistico, pubblico ed ecosostenibile. Lo sappiamo bene: ogni euro investito in prevenzione genera circa 12-14 euro risparmiati nella cura. Quindi ben venga la prevenzione”.

Paolo Petralia, Dg Aoui: Voglio ringraziare, a nome di tutta l’Azienda, le volontarie e tutti coloro che hanno creduto e lavorato per realizzare questa donazione. Riceverla significa anche restituirla, perché il bene vero si espande da solo. È un bene che è insieme tecnico, appropriatezza clinica, e relazionale, cioè umanizzazione delle cure e dei rapporti. Due chiavi di lettura che stiamo cercando di declinare qui: essere vicini alle persone ed essere eccellenti allo stesso tempo.
Voglio anche condividere una nota personale: questa è la seconda volta in pochi giorni che ricevo un dono a nome dell’Azienda. La prima per i bambini di Oncoematologia, la seconda per le donne. Entrambi per lo stesso Ospedale donna-bambino, che ho scoperto essere una vera eccellenza, ricca di talenti, competenze e potenzialità. Per questo il mio impegno concreto è nel rilanciare questo polo. Ho già visitato tutti i reparti, ho incontrato tutti, e stiamo lavorando a un documento su questo. Questo ospedale non è una parte qualsiasi dell’Azienda: è la parte essenziale del suo futuro. Bambini, mamme, tutto ciò che richiama al bello del futuro. Il nostro obiettivo è farlo diventare un servizio per tutta la Regione, e non solo. Grazie quindi a Giada perché ci sta concretamente spingendo in questa direzione”.

Anna Maria Nalini, presidente GIADA Aps: “GIADA è nata 3 anni fa con lo scopo di occuparsi della salute della donna a 360 gradi. Abbiamo 920 iscritti, siamo numerosi, ma vuol dire che sono altrettante persone che hanno bisogno di aiuto. Siamo presenti in Azienda ospedaliera grazie ad una convenzione ufficiale e facciamo servizio in tutti i reparti. Del laser ne abbiamo discusso nel nostro direttivo e nel nostro comitato tecnico scientifico, formato da medici, e le volontarie. Eravamo un po’ spaventate visto il costo, ma ce l’abbiamo fatta e ora lo doniamo con orgoglio all’Azienda, non solo per le donne seguite da noi, ma per tutte quelle che ne hanno bisogno. Grazie di cuore di essere qui accanto a noi”.

Dott.ssa Francesca Pellini, coordinatore Breast Unit: “E’ stato un percorso non facile, nato per rispondere alle esigenze e ai problemi delle pazienti operate di neoplasia della mammella, che hanno poi intrapreso un percorso di terapie mediche. Le terapie possono dare problemi e portare le pazienti a interromperle. La missione della Breast Unit è creare benessere non solo nella fase della malattia ma anche in tutto il percorso di vita successivo: benessere relazionale, sociale, fisico, psicologico. La proposta è nata in primis dall’Oncologia medica che per prima vive il problema delle donne che rinunciano alle terapie per evitare gli effetti collaterali, poi dai colleghi di Ginecologia e dalle donne stesse e così abbiamo chiesto la collaborazione dell’associazione. Ricordo sempre che la Breast ha un impegno clinico-assistenziale ma anche un valore sociale, da clinici non dobbiamo dimenticarlo. Le donne ora possono stare bene anche grazie a questo strumento, che significa benessere a lungo termine delle nostre pazienti. E questo è solo uno dei tanti progetti che l’associazione condividerà con l’Azienda”.

Dott. Stefano Scarperi, Uoc Ostetricia e ginecologia B: “La donazione che presentiamo oggi non è il solo aspetto positivo, voglio sottolineare il grande bene che l’associazionismo di volontariato porta al personale sanitario. Ci aiuta a togliere il camice, uscire dall’ospedale e andare in mezzo alla gente. Questo serve a noi per ricordarci l’umanizzazione, fondamentale nel nostro lavoro, e a darci la cosa più speciale: il rapporto con i pazienti. Il dispositivo che abbiamo acquistato è il top gamma assoluto di generatori laser e avrà un uso veramente ampio, a disposizione delle tante necessità cliniche del Dipartimento materno infantile”.

Prof. Uccella, direttore Ostetricia e ginecologia: “Tutti noi abbiamo fatto i medici per stare con gli altri e aiutarli, e questo laser ci permette di farlo concretamente in tantissime applicazioni. Ne cito tre, le principali ma non le uniche. La prima è l’atrofia vulvovaginale, un problema molto serio per le pazienti oncologiche che ricevono trattamenti in grado di indurre una menopausa precoce o un’atrofia vaginale, rendendo difficile non solo i rapporti ma la vita di tutti i giorni. Questo laser funziona molto bene su questo punto. Il secondo è l’endometriosi. Utilizzando il laser e le fibre dedicate per trattare le cisti nelle ragazze giovani, la riserva ovarica viene intaccata molto meno se non addirittura per nulla rispetto alla chirurgia tradizionale. Queste ragazze potranno essere fertili più a lungo e avere figli più facilmente. L’ultima è la chirurgia fetale, una attività nuova per l’azienda ospedaliera e per la nostra università. L’abbiamo voluta e portata, e oggi siamo in grado di fare interventi in utero su bambini che altrimenti non avrebbero nessuna chance. Gliele diamo noi, grazie a questa tecnologia”.