Hellas, la speranza è l’ultima a morire

(di Enrico Brigi)

Terminata l’esperienza di bomber, Pippo Maniero è oggi fidato vice di Mauro Zironelli, sulla panchina del Cjarlins Muzane, compagine friulana di Serie D.
Domenica, anche se da lontano, da illustre doppio ex, sarà spettatore interessato della sfida tra Parma e Verona.
«Dispiace molto vedere i gialloblù in questa situazione di classifica. Il campionato di Serie A è un torneo molto difficile ma più passano le giornate più la situazione si complica. La speranza è l’ultima a morire tuttavia, inutile nasconderlo, per l’Hellas la vedo molto dura».
Diversa, invece, è la situazione per il Parma.
«La squadra di Carlos Cuesta si trova indubbiamente in una situazione di classifica molto più favorevole. La vittoria ottenuta contro il Bologna ha consentito ai ducali di allontanarsi dalla cosiddetta “zona calda”, potendo così affrontare la sfida contro i gialloblù in uno stato d’animo leggermente diverso».
Partita da “dentro o fuori” per entrambe?
«Naturalmente – sottolinea – nessuna delle due vorrà perdere. In caso di vittoria il Parma farebbe un deciso passo in avanti verso la conquista della salvezza mentre il Verona con un successo avrebbe almeno la possibilità di mantenere vive le speranze di salvezza. Diciamo che mentre il Parma può anche permettersi di perdere la stessa cosa non si può certo dire del Verona. Quella di domenica – conclude – per i gialloblù è quasi un’ultima spiaggia».
Ma il Verona, ha ancora possibilità di salvarsi? Secondo alcuni, con le poche partite che mancano e, soprattutto, con un calendario non certo favorevole, la squadra di Sammarco sembra quasi spacciata.
«Nel calcio mai dire mai – aggiunge – ma per cambiare l’inerzia servirebbe un “filotto” di vittorie. Le partite che rimangono, però, sono veramente poche ma, soprattutto, è sempre molto difficile per una squadra in palese difficoltà, condannata anche dai numeri, mettere in fila una serie di successi».
Ironia della sorte Pippo Maniero ha vissuto una retrocessione proprio nella stagione in cui indossò la maglia dell’Hellas.
«Fu un campionato molto sfortunato. Per diverse settimane rimanemmo in lotta ma poi nelle ultime giornate, complici una serie di risultati sfavorevoli, non riuscimmo a centrare la salvezza».
Ma come vive un calciatore una retrocessione?
«Sicuramente non è una bella esperienza ma sono cose che nel calcio possono succedere. L’importante è come si retrocede. Di Verona conservo comunque un ottimo ricordo. Città bellissima e tifosi straordinari. Forse uno dei posti migliori dove sono stato. Retrocessione a parte, naturalmente».
E poi Parma ma solo per sei mesi. Come mai?
«La mia ottima stagione con l’Hellas attirò le attenzioni del Parma. Avrei avuto anche la possibilità di giocare in Champions, oltre che rimanere in Serie A. Accettai molto volentieri. Dopo sei mesi, però, arrivò il Milan. E quando arriva una squadra così come fai a rifiutare?»
In chiusura come vedi la lotta per la salvezza?
«Per ora vedo una lotta a quattro tra Verona, Pisa, Lecce e Fiorentina. I viola, però, hanno sulla carta qualcosa in più. Anche se i risultati visti dimostrano il contrario».