Una collaborazione senza precedenti, una dichiarazione d’amore all’opera e a Parigi, città della Traviata. Il melodramma più amato e rappresentato al mondo, capolavoro di Giuseppe Verdi, aprirà il 103° Arena di Verona Opera Festival in una nuova produzione che, per la prima volta nella storia areniana, porterà a Verona una delle istituzioni più iconiche della capitale francese: il Moulin Rouge. A curarne la regia sarà lo scozzese Paul Curran che debutterà in Arena firmando il nuovo spettacolo. Oggi regista d’opera, ieri collaboratore di Baz Luhrmann durante le prime fasi di lavorazione del film musical Moulin Rouge! che ha festeggiato nelle scorse settimane i 25 anni dall’uscita nelle sale. Le scenografie, che rappresentano anche il Moulin Rouge, saranno di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti, creatore dei visionari abiti per le cerimonie olimpiche in Arena e le luci di Fabio Barettin.
Una lettura originale ed esteticamente d’impatto che proietta il pubblico nella Parigi di inizio ‘900, più che mai capitale culturale mondiale, luogo di incontro, fermento artistico ed intellettuale dove emerge Violetta Valéry, protagonista intelligente, raffinata, bellissima, sotto i riflettori del gossip e dell’opinione pubblica. È proprio al Moulin Rouge che conoscerà Alfredo, suo ammiratore, destinato a diventare il suo grande amore contro ogni avversità, dalla malattia al perbenismo borghese.
Sull’immenso palcoscenico dell’Arena di Verona, con ricostruzione storica accurata che non rinuncerà alla spettacolarità, rivivrà la vita notturna di Montmartre e gli splendori della Belle Époque di Parigi, proprio dove ad inizio ‘900 esplose la popolarità del Moulin Rouge, il più celebre locale di cabaret del mondo. Un luogo iconico, ricostruito in scena, che però sparì tra le fiamme nel 1915, prima di risorgere e tornare ad essere il teatro che tuttora unisce intrattenimento e fascino storico e che con orgoglio, per la prima volta, collabora con una fondazione lirico-sinfonica. Il Moulin Rouge e il suo mondo sono stati anche d’ispirazione per l’omonima pellicola del 2001 per la regia di Baz Luhrmann, con Nicole Kidman ed Ewan McGregor, vincitrice di 2 premi Oscar, divenuta cult e, forte di una colonna sonora eclettica e pop, rifondatrice delle fortune del genere musical nel mondo del cinema. Tra i collaboratori di quella produzione, che oggi compie venticinque anni, il regista Paul Curran, scozzese, formatosi nel mondo della danza, già sovrintendente dell’Opera Nazionale norvegese e apprezzato regista d’opera in tutto il mondo, al suo esordio in Arena con questa produzione. Un rimando metateatrale e metacinematografico: come il musical attinse a piene mani alla storia di Verdi con contaminazioni della Bohème pucciniana, il nuovo spettacolo lirico del Festival 2026 non potrà non richiamare alla memoria l’amore senza tempo cantato nel film attraverso diversi generi musicali.
«Sono veramente felice di debuttare su questo palcoscenico – spiega il regista Paul Curran –. La Scala, il Met, Covent Garden e ora l’Arena di Verona. L’Arena è un luogo unico, molti spettatori qui vivono l’opera per la prima volta nella loro vita. Sento la responsabilità di rendere la loro esperienza emozionante e commovente».
La Traviata aprirà dunque l’estate areniana con una doppia serata il 12 e 13 giugno, e ben undici repliche fino alla serata conclusiva del Festival 2026, il 12 settembre.



