Padovani: “Mancano ancora certezze”. Traguardi: “Scelte incomprensibili”
(di Sabrina Ambrosi)
È scontro tra centrodestra e centrosinistra sulla bocciatura del nuovo Piano di Assetto del Territorio di Verona da parte della 4ª, 5ª e 8ª Circoscrizione.
Alberto Padovani di Fratelli D’Italia, favorevole alla bocciatura del nuovo PAT, afferma: «La Quarta Circoscrizione ha espresso voto contrario al nuovo PAT. Non perché siamo contrari alla rigenerazione urbana, alla riqualificazione di Verona Sud, alla tutela del verde o a una città più sostenibile, ma perché riteniamo che prima di aumentare il carico urbanistico sia necessario dimostrare che il territorio abbia infrastrutture, viabilità e servizi sufficienti per sostenerlo. Nel documento che ci è stato presentato questa certezza, oggi, non c’è.»
Viene rimarcata l’esigenza di investire le risorse in maniera sostenibile su abitazioni accessibili, creazione di lavoro e miglioramento della qualità della vita per i cittadini.
Padovani conclude dicendo: «Per questo abbiamo votato contro. Non è un no allo sviluppo e non è un no alla rigenerazione. È un no a una trasformazione che oggi non dimostra ancora, con infrastrutture, risorse, cronoprogrammi e servizi, di essere realmente sostenibile. Prima vengono i quartieri e la loro capacità di reggere il cambiamento. Poi vengono le linee colorate sulle mappe.»
Claudia Annechini, presidente dell’Ottava Circoscrizione, sostiene invece come «il nuovo PAT affronta una delle grandi questioni della Valpantena: la necessità di migliorare i collegamenti da e verso il centro città». Annechini osserva: «La valle viene individuata come una delle grandi dorsali ciclabili di accesso a Verona, da potenziare ed estendere. Il piano mantiene, in una prospettiva di medio-lungo periodo, l’ipotesi di un collegamento in galleria tra Valpantena e Valpolicella. La questione della mobilità d’auto non viene quindi ignorata, ma affrontata in modo programmatico: il nuovo collegamento viario resta infatti previsto dal PAT come strategia successiva, mentre nel frattempo si punta sul rafforzamento del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile».
Invece, sul fronte della tutela del patrimonio naturale interviene Riccardo Miglioranzi: «A Montorio il nuovo PAT dà finalmente forma a una richiesta che il territorio porta avanti da anni: istituire il Parco delle Risorgive e del Fiume Fibbio. Non si tratta soltanto di proteggere le sorgenti, ma di riconoscere come un unico grande patrimonio il sistema delle acque, il paesaggio, la biodiversità e la storia di Montorio. Il PAT apre inoltre alla possibilità di estendere questo sistema di tutela anche alle colline e alle aree agricole della Valpantena e della Valsquaranto, attraverso il Parco delle Colline Lessineo Est»; viene espresso così l’obiettivo di continuare a sostenere con convinzione l’impianto fino all’approvazione definitiva in Consiglio comunale.
E’ presente così una spaccatura tra chi sostiene che il piano non sia stato bocciato per merito ma per la rottura di maggioranza provocata da quello definito come «un cambio di casacca» che tradisce il mandato ricevuto dagli elettori; mentre c’è chi afferma che la bocciatura del nuovo PAT sia stata giusta perché considerato un piano poco funzionale in una città che, secondo Padovani, «non può essere programmata soltanto tramite indici urbanistici» e in cui, come definito dal presidente della Quarta Circoscrizione, vi è «una concezione troppo ideologica del verde».



