Il Pd lancia Tommasi bis

Damiano Tommasi foto Martin

Inizia a muovere i primi passi la macchina del Pd veronese in vista delle prossime elezioni amministrative del 2027: domani l’assemblea provinciale del partito rilancerà la candidatura di Damiano Tommasi per un secondo mandato a Palazzo Barbieri.
Una dichiarazione formale, sollecitata dallo stesso sindaco che voleva chiarezza sulla sua designazione, e che mette in soffitta la carta Gianpaolo Trevisi, candidato-in-pectore in caso di rinuncia/non conferma dell’attuale ibnquilino di Palazzo barbieri.
Ed anche in provincia il Pd si muove. A san Giovanni Lupatoto Pd, Avs e M5Stelle fanno le prove di campo largo: «Con le prossime elezioni comunali del 2027, abbiamo l’opportunità storica di chiudere una stagione politica che ha impoverito la nostra città. Mentre l’attuale amministrazione di destra si sgretola sotto il peso delle proprie divisioni interne, noi scegliamo la strada della coesione – sottolinea una nota dei tre partiti -. Vogliamo lasciarci alle spalle le scelte miopi di un centrodestra che ha ridotto San Giovanni a un “paese dormitorio”, anteponendo le colate di cemento alla tutela del territorio e svendendo il diritto alla salute e all’ambiente della nostra comunità».
Il Pd fa appello, soprattutto, al “popolo del no” che ci è materializzato con l’ultimo referendum: «Vogliamo ripartire da quella straordinaria energia popolare. Quel voto ha lanciato un segnale inequivocabile: i cittadini non si rassegnano e, quando sono chiamati a difendere i propri diritti e a opporsi a questa destra, rispondono presente. Quella lunga e appassionante campagna di mobilitazione democratica ci ha visti lottare fianco a fianco: quell’onda di partecipazione non si ferma, ma parte da lì per arrivare dritta al cuore del nostro Comune.
Gli incontri sul territorio degli ultimi mesi ce lo confermano ogni giorno: San Giovanni ha fame di cambiamento. Un cambiamento che non può più essere rimandato di fronte a ferite aperte come: il collasso della viabilità quotidiana; la minaccia costante per la salute e l’ambiente rappresentata da Cà del Bue e dallo sviluppo incontrollato del Polo Logistico; l’abbandono dei quartieri e la cronica mancanza di investimenti nei servizi pubblici e di prossimità».