No taser, no scuola: agenti lasciati soli

(di Giulio Ferrarini)

Il caso Diarra non verrà archiviato. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha infatti richiesto che la Procura acquisisca le registrazioni di tutte le telefonate riguardanti l’aggressione agli agenti della Polizia Locale e quelle tra la pattuglia, la Questura e, se esistono, la Polfer.
E proprio in queste registrazioni potrebbe esserci la risposta a una domanda di molti: Diarra poteva essere fermato prima di arrivare in stazione? In altre parole, i due agenti della Locale avevano tutti gli strumenti per affrontare e fermare una persona in evidente stato di alterazione?
Gianpaolo Trevisi, ex direttore della Scuola di Polizia di Peschiera è il massimo esperto a Verona sull’argomento: “Manca la formazione operativa per gli agenti della Locale. Gli agenti sono catapultati in strada senza un vero addestramento, a differenza della Polizia di Stato che fa molta pratica”.

Che addestramento hanno in più gli agenti della PS?
Per loro esiste un corso di contenimento di persone non collaborative che permette ai futuri agenti di imparare a gestire questo tipo di situazione in maniera corretta. Anche se la vera esperienza alla fine si fa sulla strada”.

Ma la Locale non può fare la formazione con la Polizia di Stato su queste particolari attività?
“Quando ero direttore della Scuola di Peschiera abbiamo organizzato dei corsi per la Polizia Locale di Jesolo e Vicenza che avevano chiesto delle lezioni pratiche sul campo e non teoriche”.

Trevisi nel frattempo è stato eletto consigliere regionale per il Partito Democratico e ha proposto la riapertura della Scuola Regionale di Polizia Locale in Veneto. L’emendamento presentato prevedeva uno stanziamento di un milione di euro per l’avvio della Scuola, ma fu bocciato.
“Sulla sicurezza tutti parlano, tutti intervengono, tutti ascoltano. Poi però, quando si tratta di passare dalle parole ai fatti, le scelte raccontano un’altra storia”.

Che idea si è fatto di quanto accaduto in quella giornata?
“L’agente coinvolto non è un ragazzino e ha esperienza sul campo, la formazione è stata fatta. L’unica cosa che posso contestare è che se avesse avuto in dotazione un taser o una pistola elettrica la situazione si sarebbe risolta in maniera diversa”.