(di Christian Gaole)
Otto candidati, un centrodestra diviso e una partita che si gioca su temi concreti: riqualificazione urbana, viabilità, giovani. Leonardo Frigo, 34 anni, candidato sindaco a San Bonifacio è sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e due liste civiche. Frigo rivendica una posizione chiara: «Io rappresento tutto il centrodestra sambonifacese».
Frigo, partiamo dalla sua candidatura: perché il centrodestra si presenta diviso?
«Io rappresento due partiti tradizionali del centrodestra, Fratelli d’Italia e Forza Italia, insieme a due liste civiche di area. A livello locale e provinciale si è scelto questo percorso. Va detto che anche gli altri non sono uniti: la Lega corre con un proprio candidato, mentre il sindaco uscente sostiene un’altra figura. È una situazione frammentata, ma la mia coalizione è coesa e solida».
Quindi lei si considera comunque il riferimento del centrodestra?
«Sì, perché oltre ai partiti ci sono anche componenti civiche provenienti da quell’area. Penso, ad esempio, a chi ha avuto ruoli nella Lega locale. La nostra è una proposta che unisce esperienza amministrativa e rinnovamento».
Le priorità del programma? A partire dal nodo dell’ex ospedale.
«È il punto principale. Parliamo di un’area di 30mila metri quadri nel centro del paese, oggi in stato di degrado. Serve un intervento immediato: abbattimento e riqualificazione. Ma soprattutto deve diventare uno spazio a destinazione pubblica. Parallelamente propongo una commissione, con maggioranza e minoranza, che, entro tempi certi, elabori le migliori soluzioni per ridisegnare quell’area. È un’occasione unica per cambiare il volto della città».
Oltre all’urbanistica, quali altri temi ritiene centrali?
«Sport e giovani, innanzitutto. San Bonifacio ha un tessuto associativo molto ricco, che va sostenuto con spazi adeguati e investimenti nelle strutture sportive. Poi la qualità della vita: sicurezza, decoro urbano, lotta al degrado. Ho già proposto un censimento degli edifici abbandonati per intervenire in modo concreto. E infine la viabilità: serve un piano complessivo, con nuovi collegamenti e meno traffico, a partire dalla bretella tra Porcilana e la regionale 11».
Che idea di città propone agli elettori?
«Una città che torni a essere il centro dell’Est Veronese. San Bonifacio in passato lo era, oggi ha perso quel ruolo. La mia candidatura nasce proprio per dare un segnale di discontinuità: una classe dirigente nuova, più giovane, ma con competenze. Credo sia quello che oggi manca e che potrebbe fare la differenza».
Se eletto, qual è il primo atto concreto che metterà in campo?
«Partire subito dall’ex ospedale, avviando l’iter per l’abbattimento e la riqualificazione, insieme all’istituzione della commissione. È il segnale più forte che possiamo dare per dimostrare che il cambiamento è reale».



