Negli ultimi anni l’attenzione verso le tematiche ambientali ha portato a una crescente consapevolezza dell’importanza del verde anche nei contesti urbani. Gli alberi rappresentano infatti una componente fondamentale degli ecosistemi cittadini e svolgono un ruolo chiave per il benessere delle comunità: migliorano la qualità dell’aria, contribuiscono a ridurre le temperature durante le giornate estive, favoriscono la gestione delle acque piovane e hanno effetti positivi sulla salute e sulla psiche delle persone. Oltre a caratterizzare il paesaggio urbano, costituiscono quindi vere e proprie infrastrutture verdi indispensabili per rendere le città più vivibili e resilienti.
Come ogni organismo vivente, tuttavia, anche gli alberi necessitano di una gestione attenta e competente, soprattutto in ambienti fortemente antropizzati, dove la convivenza tra persone e piante – talvolta di grandi dimensioni – può risultare complessa. Proprio per rispondere a questa esigenza si sono sviluppate, negli ultimi trentanni, figure professionali specializzate nella cura e gestione del patrimonio arboreo urbano, sia pubblico che privato: gli arboricoltori.
Tra le tecniche operative adottate rientra il tree climbing, che permette agli operatori di lavorare in quota utilizzando corde e attrezzature specifiche, intervenendo su alberi di alto fusto anche in situazioni in cui non è possibile impiegare piattaforme aeree o altri mezzi.
L’arboricoltura moderna, però, non si limita a questa pratica: è una disciplina articolata che richiede competenze approfondite in ambito biologico, strutturale e gestionale.
Trattandosi di un’attività svolta in quota e in ambiente naturale, non è priva di rischi. Per questo motivo è fondamentale una preparazione adeguata anche nelle procedure di emergenza e soccorso. In quest’ottica si inserisce l’iniziativa dell’associazione Verona Foresta, che riunisce circa sessanta arboricoltori, molti dei quali certificati a livello europeo (ETW – European Tree Worker).
L’associazione ha organizzato TreeSome, un evento formativo di tre giorni dedicato al confronto e all’addestramento sulle tecniche di soccorso in pianta.
L’evento, svoltosi il 16, 17 e 18 aprile nei boschi dell’azienda agricola Rizzotti Elena, a Colà di Lazise, ha coinvolto una quarantina di professionisti, anche provenienti da territori limitrofi. Sotto la guida del formatore internazionale Giorgio Fiori, i partecipanti hanno potuto simulare situazioni di emergenza e affinare le procedure per il recupero in sicurezza di un operatore infortunato tra le chiome, con l’obiettivo di riportarlo rapidamente a terra e facilitarne l’assistenza da parte dei soccorritori.Grande soddisfazione è stata espressa da Stefano Marconi, tra i fondatori dell’associazione, che ha sottolineato l’importanza del confronto tra professionisti per applicare tecniche condivise e sicure. Le esercitazioni, svolte anche su querce di notevole altezza, hanno rappresentato un banco di prova significativo per tutti i partecipanti.Oltre all’arricchimento tecnico, l’iniziativa ha contribuito a rafforzare i rapporti umani e professionali tra gli arboricoltori, creando un clima di fiducia e collaborazione. Un aspetto fondamentale per garantire una gestione consapevole e responsabile del patrimonio arboreo urbano, da preservare e valorizzare nel tempo a beneficio delle future generazioni.



