Il sindaco e il generale: Brizzi s’arruola da Vannacci

(c.g.) Scalpo eccellente per il generale Roberto Vannacci che ha arruolato Roberto Brizzi, sindaco di Bussolengo, indubbiamente uno dei migliori fra i primi cittadini scaligeri, con una vasta esperienza amministrativa, in Futuro Nazionale, movimento in forte crescita che abbisogna di dirigenti competenti e preparati. E’ lo stesso sindaco ad annunciare la sua scelta, clamorosa: «Dopo venticinque anni, lontano da qualsiasi tessera di partito, e dopo otto anni da sindaco di una grande realtà amministrativa della nostra provincia, guidata da una coalizione civica che ha sempre rappresentato sensibilità diverse unite dal bene comune, ho deciso di aderire a Futuro Nazionale, il movimento politico promosso da Roberto Vannacci. È una scelta – spiega Brizzi – che nasce da una riflessione profonda, maturata nel tempo, e che desidero condividere con la massima trasparenza con i cittadini, con chi mi sostiene e anche con chi non condivide le mie idee.

In questi anni ho sempre sostenuto pubblicamente un principio molto semplice: una società funziona solo se le persone partecipano. Nessuno può chiamarsi fuori. Ognuno deve impegnarsi, a vari livelli, per contribuire al futuro della propria comunità, del proprio territorio e della propria nazione. È troppo facile lamentarsi senza assumersi responsabilità. La politica, quella vera, non può essere delegata interamente ad altri: deve tornare ad essere partecipazione, confronto, presenza, coraggio.

Solo con la partecipazione possiamo riprenderci il potere di decidere del nostro futuro, del futuro delle nostre famiglie, dei nostri figli e dei nostri nipoti. Solo tornando protagonisti possiamo evitare che le decisioni più importanti vengano prese lontano dalla gente comune, lontano dai territori, lontano dalla vita reale.

La mia esperienza amministrativa mi ha insegnato che le persone chiedono soprattutto una cosa: essere ascoltate. Vogliono una politica che parli un linguaggio comprensibile, che affronti i problemi concreti senza nascondersi dietro slogan vuoti o tecnicismi incomprensibili. Vogliono amministratori e rappresentanti che abbiano il coraggio di dire ciò che pensano, anche quando questo comporta critiche o attacchi.

È per questo – prosegue il primo cittadino di Bussolengo – che guardo con interesse e fiducia a Futuro Nazionale. Perché vedo un movimento che si rivolge direttamente ai cittadini, che usa parole semplici, che mette al centro il coraggio, l’identità, il merito, la libertà di espressione e la partecipazione popolare. Un movimento che prova a dare voce a tanti italiani che per troppo tempo si sono sentiti ignorati o trattati con sufficienza. Non significa aderire a un pensiero unico. Al contrario. Significa difendere il diritto di ogni persona ad esprimere liberamente le proprie opinioni, sempre nel rispetto degli altri e delle leggi democratiche. Io non ho paura delle idee. Non ho mai avuto paura del confronto. E non capisco perché oggi, in un Paese democratico, ci sia chi tenta di impedire a determinati movimenti politici di parlare, di organizzare incontri, di esprimere posizioni o semplicemente di partecipare al dibattito pubblico.

Di cosa hanno paura? Delle idee? Del confronto? Del fatto che sempre più persone vogliono sentirsi libere di dire ciò che pensano?

Io mi batterò sempre, con ogni mezzo democratico e civile, per difendere la libertà di parola e di espressione, anche di chi non la pensa come me. La libertà vale solo se vale per tutti. Se iniziamo a decidere chi può parlare e chi no, allora stiamo tradendo i principi fondamentali della democrazia e della nostra Repubblica. In questi anni da sindaco ho amministrato dialogando con tutti, senza pregiudizi ideologici, cercando soluzioni concrete ai problemi quotidiani delle persone. Continuerò a farlo con lo stesso spirito civico che mi ha sempre contraddistinto. La mia adesione a Futuro Nazionale non cambia il mio modo di intendere il servizio pubblico: lo rafforza.

Credo in una politica che rimetta al centro il valore dell’identità, delle comunità locali, delle tradizioni, del lavoro, del merito e del rispetto per chi ogni giorno manda avanti questo Paese con sacrificio e dignità. Credo in un’Italia che non debba vergognarsi della propria storia, della propria cultura e delle proprie radici. Credo che amare il proprio Paese non significhi odiare qualcuno, ma avere a cuore il futuro della propria gente. Troppo spesso negli ultimi anni chi esprime opinioni fuori dal pensiero dominante viene immediatamente etichettato, insultato o delegittimato. È un clima che non mi appartiene e che considero pericoloso. La democrazia vive di confronto, non di censura. Vive di pluralismo, non di conformismo.

Futuro Nazionale si presenta come una realtà che vuole rimettere al centro concetti come identità, libertà, entusiasmo, eccellenza, tradizioni e partecipazione popolare. Temi che intercettano il disagio di tanti cittadini che chiedono una politica meno distante e più coraggiosa. Naturalmente ogni percorso politico si misura nel tempo, nei fatti e nella capacità di trasformare idee e valori in proposte concrete. Ma credo sia giusto, soprattutto per chi ha ricoperto ruoli pubblici importanti, avere il coraggio di fare delle scelte e di dichiararle apertamente ai cittadini. Non ho mai costruito la mia vita politica sulla convenienza personale. Chi mi conosce sa bene che ho sempre parlato con franchezza, anche quando era scomodo farlo. E continuerò a farlo.

La mia adesione nasce dalla convinzione che oggi serva una nuova partecipazione popolare, un nuovo entusiasmo, una nuova energia civile. Serve una politica che torni ad ascoltare il popolo e i territori. Serve una classe dirigente capace di guardare negli occhi i cittadini e parlare senza paura. Continuerò a lavorare per il mio territorio con lo stesso impegno, la stessa passione e la stessa concretezza che ho dimostrato in questi anni. Ma oggi sento anche il dovere di contribuire a un dibattito nazionale che riguarda il futuro dell’Italia. Perché il futuro non si subisce. Il futuro si costruisce. Insieme».