I dati Inail aggiornati al 30 aprile 2026 confermano un trend preoccupante per il Veneto: aumentano gli infortuni sul lavoro e cresce in modo significativo anche il numero delle vittime.
Nel periodo gennaio–aprile 2026 le denunce complessive di infortunio sono state 24.220, in aumento rispetto alle 23.350 dello stesso periodo del 2025 (+870 casi).
Ancora più allarmante è il dato sugli infortuni mortali: nei primi quattro mesi del 2026 si contano 36 decessi, in crescita rispetto ai 27 del 2025 (+33%). Nel solo mese di aprile le vittime sono praticamente quadruplicate: 11 a fronte delle 3 dello stesso mese dell’anno precedente
L’aumento riguarda sia gli incidenti in occasione di lavoro sia quelli in itinere. In particolare, gli infortuni avvenuti durante l’attività lavorativa passano da 20.071 a 20.654, mentre quelli in itinere crescono da 3.279 a 3.566 nei primi quattro mesi dell’anno.
Dal punto di vista territoriale, gli incrementi interessano gran parte delle province venete, con crescite rilevanti in realtà produttive chiave come Vicenza, Verona, Treviso e Venezia, segno di una diffusione ampia del fenomeno.
Silvana Fanelli, nella foto, segreteria regionale Cgil Veneto con delega a salute e sicurezza: “Questi numeri sono inaccettabili: l’aumento degli infortuni e soprattutto il balzo dei morti sul lavoro confermano ancora una volta che siamo di fronte a un problema strutturale dovuto a più fattori, scarsi controlli e pochi investimenti su formazione e sicurezza, carichi di lavoro eccessivi, precarietà, appalti e subappalti. Tutto questo continua a mettere a rischio la vita delle persone. Non si può più aspettare servono più ispettori, più prevenzione nei luoghi di lavoro, formazione obbligatoria e continua, e responsabilizzazione delle imprese. Ogni morte sul lavoro è una sconfitta per tutto il sistema produttivo e per la società.”
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda le malattie professionali, anch’esse in crescita. Nei primi quattro mesi del 2026 in Veneto sono state denunciate 2.280 malattie professionali, rispetto alle 1.909 dello stesso periodo del 2025 (+19%), mentre nel solo mese di aprile si passa da 479 a 617 casi. L’aumento riguarda in particolare le patologie muscolo-scheletriche, che restano la quota più rilevante, segnale di condizioni di lavoro ancora troppo gravose e insufficientemente tutelate sotto il profilo preventivo.



