L’appello di Luca Zaia: “Basta disorientare i cittadini!” Il governatore attende risposte da parte del governo e della comunità scientifica

“Le prossime ore saranno cru­ciali, affronteremo il tema del dpcm, un cambio di passo lo si intravede, ci è stato an­nunciato che ci confronteremo direttamente col governo, e non avremo il solito last mi­nute”. Così il presidente del Ve­neto Luca Zaia in conferenza stampa. Il governatore ha anticipato che domattina alle 9 “ci sarà un primo incontro con il ministro agli Affari Re­­gionali Mariastella Gel­mi­ni”. Ieri pomeriggio, invece, c’è stata la videoconferenza col ministro al Turismo Mas­simo Garavaglia, in cui si è discusso dei tema ristori. “Di certo”, ha detto Zaia, “questo Paese dovrà votare altri scostamenti per ristorare quello che hanno perso le imprese”.
Il governatore si è soffermato molto sul prossimo dpcm. Le nostre richieste come Regioni è che si evitino i dibattiti tra scienziati che disorientano i cittadini e alimentano leggende metropolitane. Non si vuol to­gliere la libertà di espressione a nessuno ma i cittadini hanno diritto ad un’informazione validata. Come Veneto chie­diamo le eventuali restrizioni siano decise dal Cts d’intesa con il ministero e validate dalla comunità scientifica nazionale che ha un quadro d’insieme più ampio. In­oltre ci vuole un’intesa firmata con il ministro della Salute: ogni azione deve avere i ristori a sostegno delle re­strizioni. L’altro aspetto è quello della perequazione delle misure: parlo dei ristoranti, se sono aperti alle ore 12 non si capisce perchè non possono esserlo alla sera. Anche per le palestre”, ha aggiunto il governatore, “non si capisce quale sia la logica per cui sono chiuse e altre attività invece sono aperte. Mi aspetto un ap­proccio nuovo anche nel calcolo dei ristori e spero siano riferiti al fatturato. Conosco il ministro Daniele Franco, spero possa agire in tal senso”.

IMMUNIZZAZIONI

Capitolo vaccini. “Sono an­cora pochi. Per le offerte sfumate resta l’amaro in bocca, ma dobbiamo andare fino in fondo nelle verifiche. Spero che il presidente del Consiglio Mario Draghi le faccia. Un importante istituto internazionale ha dato un’indicazione chiara: chi ha avuto il Covid ha già avuto una risposta anticorpale, quindi basta una sola iniezione. La comunità scientifica ci può dare una risposta? E’ meglio dare un po’ di co­pertura per tutti o tanta co­pertura a pochi? Vista la scarsità di vaccini e l’urgenza di farli, perchè non verificare la validità di quelli cinesi o quelli russi Sputink? Non vorrei che fosse diventata una questione ideologica sulla pelle dei cittadini”.

IL BOLLETTINO

Intanto in Veneto il contagio rimane sotto controllo. “I positivi nelle ultime 24 ore sono 895”, ha informato Zaia. E’ un dato significativo perche’ li abbiamo trovati con quasi 40 mila tamponi, l’incidenza è ancora bassa: 2,24”. I ricoverati totali sono 1.379, di cui 1.247 (-8) in area medica, 132 (-7) in terapia intensiva. Nelle ultime 24 si contano 21 deceduti mentre i dimessi sono +50.

Tamponi rapidi: “Come Veneto”, ha evidenziato il governatore, “abbiamo una capacità di 50-60mila al giorno (più 22-23mila di mo­l­ecolari), ma se avessimo la diagnostica fai-da-te a di­sposizione dei cittadini, co­me avviene in altri Paesi eu­ropei, tutta la situazione mi­gliorerebbe. In futuro i test ra­pidi sarannno per forza di cose diffusi”.

PARLA LA LANZARIN

L’assessore regionale alla Sanità Ma­nuela Lanzarin ha parlato del sistema di vaccinazione. “Abbiamo se­­guito le linee guida, la prassi, quindi chiamata di­retta per primi agli over 80. Altre Regioni hanno scelto strade diverse: code, prenotazioni, liste d’attesa”. Zaia ha ag­giunto: “Abbiamo preferito par­tire dagli over 80 e non dagli over 100 perché i primi hanno maggiore mobilità, relazioni e sociali, inoltre so­no classi di età ben più nu­merose come quelle del ’41-’40-’39. Quindi l’o­biet­tivo era mettere in protezione un mag­gior nu­mero di persone. Dispiace non poter accontentare tutti, ma avendo pochi vaccini o parti da sopra o parti da sotto. Il dettaglio della pianificazione sarà pronto per lunedì-martedì prossimi”.

NIENTE TOTO-NOMI

Sulle nomine ormai imminenti dei prossimi direttori ge­nerali della sanità regionale, il governatore ha giocato in difesa: “C’è ancora tempo prima del 28 febbraio. E’ naturale che ci sia fermento nei territori: è una scelta importante quel­la dei nuovi direttori generali delle Uls, che dà il via a un nuovo corso. Ci vuole una visione di squadra, bi­sogna mettere insieme no­mi, personalità e professionalità che condividano scelte comuni. Verrà fuori un bel lavoro, ci saranno sorprese. Ma al momento non c’è alcuna lista fatta”. Tornando alla Lanzarin, l’assessore ha affrontato la questione del disagio psicologo dovuto alla pandemia. “Abbiamo avuto un aumento di chiamate allo sportello di assistenza psicologica, in­tendiamo potenziare il servizio. Vogliamo elaborare un progetto più articolato sul territorio regionale, le richieste di aiuto sono effettivamente aumentate di parecchio”.