L’appello di Zaia e Sboarina

«Se volete andare in un posto dove gira il virus andate in farmacia o in ospedale. Il dato positivo di oggi, però, è che abbiamo avuto un crollo degli accessi al pronto soccorso, da 4.200 persone al giorno a poco più un migliaio. I cittadini hanno capito che bisogna andarci solo in caso di assoluta necessità. Se mi ascoltate ne veniamo fuori col sorriso, altrimenti con le bare. Questa è una brutta bestia, la conosceremo quando avremo chiuso i conti». Speranza, uno spiraglio di luce, tragico realismo.

Luca Zaia, nel corso della quotidiana conferenza stampa, ha invitato tutti a tenere la guardia alta. «Vedo ancora buio nel tunnel, e la tragedia che stiamo vivendo è testimoniata dai dati del bollettino di guerra di oggi: 17.457 persone in isolamento, di questi 6.935 positivi, 1.773 pazienti ricoverati, 326 in terapia intensiva. Cresce anche il numero dei morti, che sono quota 287. Sicuramente siamo riusciti a frenare la curva che poteva impennarsi in verticale, ma abbiamo ancora tanti decessi» ha reso noto il governatore.

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«Il dato positivo» ha però tenuto a sottolineare «è che ci sono 508 guariti e dimessi. Un ulteriore elemento positivo: ci sono stati 91 nati in Veneto. È un’informazione che daremo ogni giorno per evidenziare che la vita continua». C’è poi un’altra notizia che scalda il cuore: le donazioni hanno superato i 13 milioni di euro: nelle ultime ore ne sono arrivati 500 mila ciascuno da Paolo Fassa, titolare dell’omonima azienda, Rino Mastrotto, della Mastrotto Group, e da Mauro Fanin, titolare della Cereal Doks. «Ringrazio tutti di cuore» ha detto Zaia, il quale poi è tornato sulle questioni emergenziali. «Tutto quello che dovevamo allestire come attività di terapia intensiva l’abbiamo fatto. Aspettiamo ancora le ultime macchine che dovrebbero arrivare, ma siamo pronti per una onda d’urto. Va ribadito: chi arriva alla terapia intensiva gioca alla roulette russa, dobbiamo fare di tutto per non arrivarci». Il governatore, inevitabilmente, ha parlato anche dei risvolti economici della pandemia. «Mi chiedo perché in Italia ancora si continui a rispettare l’Europa, mi chiedo come mai vi sia ancora questa sudditanza, e non lo dice un antieuropeista. Io non ho le seghe mentali» ha aggiunto il presidente del Veneto «non ho discorsi strani in testa. Dico che l’Europa ha senso di esistere e ha una sua dimensione politica, e davanti a una crisi che è planetaria deve prender posizione». Tran­ciante la posizione anche nei confronti degli aiuti messi in campo dal governo italiano. «Penso che 25 miliardi siano solo l’inizio, almeno spero, perché servono a poco o a nulla. La Germania ne ha stanziati oltre 500. Abbiamo due emergenze, quella sanitaria e quella economica, e dobbiamo uscire vivi da entrambi».

VERONA RESISTE
In contemporanea, da Palaz­zo Barbieri, il sindaco si è rivolto ai veronesi: «Arri­vano molte chiamate che ci segnalano gente in giro» ha affermato «ma questo non significa che siano tutti trasgressori, potrebbero essere persone che rientrano o vanno al lavoro. Ieri su 329 cittadini controllati solo 4 sono risultati non in regola. L’invito» ha proseguito Federico Sboarina «è di uscire il meno possibile. La spesa si fa una volta alla settimana, non tutti i giorni». Poi un’esortazione: «Non è finita, teniamo duro, continuiamo così». È chiaro che non è finita, anzi, potremmo non essere nemmeno a metà del guado. Speriamo non sia così, ci auguriamo che stia davvero per cominciare la discesa. Al momento però stiamo ancora scalando la montagna. Dunque testa bassa e pedalare, tutti nella stessa direzione.
A.G.