Verona resta 73.ma in Italia – prima Trento seguita da Mantova e Bergamo – nella classifica Ecosistema Urbano di Legambiente che pèrende in esame tantissimi indicatori sulla qualità della vita nelle città, ma un primato in positivo lo può mostrare: con Padova e Pordenone infatti è leader nazionale nella produzione di energia da fonti rinnovabili. L’indicatore valuta l’incidenza della potenza installata (espressa in kW), rapportata al numero di abitanti, e viene quindi espressa come kW per ogni mille abitanti.
Quest’anno, i comuni con le maggiori capacità installate sono Pordenone, Padova e Verona, con valori che vanno da 26 a 32 kW ogni 1.000 abitanti. Sono in totale 22 le città che vantano almeno 10 kW ogni 1.000 abitanti, mentre 11 città non raggiungono ancora 1 kW ogni 1.000 abitanti, come nella scorsa edizione. Inoltre, sei città non forniscono dati aggiornati almeno fino al 2022 sui loro impianti (Caltanissetta, Caserta, Isernia, Macerata, Matera, Trapani). Il valore medio dell’indicatore è di 6,88 kW per 1.000 abitanti, in crescita rispetto ai 5,83 kW della scorsa edizione, anche grazie all’inclusione di una categoria più ampia di impianti da fonti rinnovabili. E’ fra le più scarse città in Italia, però, per qualità complessiva dell’aria.
Degli altri dati disponibili, Verona ha un tasso di dispersione idrica al 36,2% a fronte di un 10-15% giudicato fisiologico – ma questa è la media italiana e soltanto sette città riescono a perdere soltanto il 15% dell’acqua immessa nella rete – e davanti a 162 litri di acqua potabile consumata ogni anno da ogni veronese; nella raccolta differenziata è al 57,4% a fronte di 566 chilogrammi di rifiuti prodotti da ogni cittadino.
Ogni veronese può disporre di 25,3 metri quadrati di verde grazie a 27 alberi presenti ogni 100 abitanti: per capirci, Trieste, la migliore in Italia, ne ha 114; la peggiore, Viterbo, ne ha 8. Abbiamo 10,92 metri lineari di piste ciclabili (ogni 100 abitanti). Siamo lontani dalla migliore città italiana – Reggio Emillia ne vanta ben 44,33 – ma anche dalla peggiore: Agrigento che ne ha “ben” 0,78.



