Dopo una chiusura di settimana scorsa in calo a causa dello stallo tra Stati Uniti e Iran , la nuova ottava si apre all’insegna di una cautela diffusa. I mercati europei restano in attesa di capire le prossime mosse sul fronte geopolitico e guardano con attenzione ai dati in arrivo, mentre i prezzi dell’energia tornano a farsi sentire.
Le aperture dei maggiori listini europei
La mattinata nel Vecchio Continente è caratterizzata da un clima contrastato, con una leggera tendenza al ribasso per la maggior parte dei listini:
- FTSE MIB: Apre in flessione dello 0,11% a quota 47.708 punti. Piazza Affari risente del clima di incertezza internazionale e di alcune vendite sui titoli industriali, zavorrata dai persistenti timori per la situazione nello Stretto di Hormuz.
- DAX 40: Il miglior listino d’Europa a 24.228 punti (+0,41%). La borsa tedesca tenta un timido rimbalzo tecnico, cercando di difendere i livelli chiave nonostante le preoccupazioni per l’impatto dei rincari energetici sulla sua industria pesante.
- FTSE 100: È il listino che soffre di più in avvio, cedendo lo 0,75% per poi riportarsi attorto alla parità a 10.381 punti. Le vendite si concentrano sulla piazza britannica a causa di prese di beneficio e dell’incertezza generale che spinge gli investitori verso asset meno rischiosi.
- CAC 40: Segue il trend continentale con un avvio cauto, +0,23% a 8.176 punti, in linea con il ridimensionamento della propensione al rischio europea.
Aggiornamento USA (S&P 500 e Nasdaq): Venerdì scorso Wall Street ha chiuso un’ottima seduta: l’S&P 500 ha segnato un solido +0,80% raggiungendo quota 7.165,08 punti. Anche il Nasdaq ha mantenuto i livelli chiudendo a 27.304 punti. Questa mattina, i contratti futures statunitensi indicano un avvio di settimana in leggero calo per l’S&P 500 (-0,07% in area 7.190 punti), segnalando una presa di fiato.
Materie Prime
La tensione in Medio Oriente torna a farsi sentire sui prezzi energetici, che registrano rimbalzi significativi, mentre si prendono una pausa i metalli preziosi.
| Materia Prima | Valore Attuale | Variazione 24h | Variazione 1 Anno (YTD) |
| Oro | $ 4.705 /oz | – 0,10% | + 8,95% |
| Petrolio Brent | $ 101,06 /bbl | + 2,44% | + 77,64% |
| Petrolio WTI | $ 95,94 /bbl | + 2,36% | + 68,95% |
| Gas Naturale (TTF) | € 44,77 /MWh | – 0,19% | + 60,33% |
| Argento | $ 75,67 /oz | + 0,06% | + 5,98% |
Calendario Macroeconomico
Oggi l’agenda economica si concentra su alcuni dati asiatici e sulle aste obbligazionarie di Francia e Stati Uniti.
| Orario (CET) | Evento Macroeconomico | Area | Dettaglio |
| 07:00 | Indice Predittivo (Mensile) (Feb) | 🇯🇵 JP | Attuale: 113,3 punti (superiore alle attese di 112,4). |
| 15:00 | Asta BTF con scadenza a 6 mesi | 🇫🇷 FRA | Misura l’appetito per il debito a breve termine francese (precedente: 2,159%). |
| 16:30 | Indice Affari Fed Mfg di Dallas (Apr) | 🇺🇸 USA | Dato regionale sull’attività manifatturiera texana (precedente: 2,319%). |
| 17:30 / 19:00 | Aste Titoli del Tesoro (3 mesi, 2 e 5 anni) | 🇺🇸 USA | Collocamento di debito americano a breve e medio termine. |
In Sintesi (I driver della giornata):
- Giappone in ripresa: I dati macroeconomici giapponesi della notte (Indice Predittivo superiore alle attese a 113,3) confermano una buona vitalità dell’economia nipponica.
- Aste obbligazionarie occidentali: Nel pomeriggio, gli investitori guarderanno ai rendimenti offerti dalle aste dei titoli di Stato in Francia e negli Stati Uniti per tastare il polso della liquidità e delle aspettative sui tassi d’interesse.
- Festività: Si segnala la chiusura dei mercati in Sudafrica per la ricorrenza del Giorno della Libertà.
Focus Italia
Sull’azionario a Piazza Affari, in buon rialzo Leonardo (+0,9%) grazie alla promozione di Moody’s che ha migliorato il rating di emittente a lungo termine da Baa3 a Baa2, con outlook positivo. Gli acquisti premiano ancora i petroliferi, con Tenaris (+1,12%) Saipem (+1,11%) e Eni (+0,85%), spinti dai rialzi del greggio: il Brent per giugno e’ in progresso di oltre due punti (+2,3%) a 107,74 dollari al barile e il Wti di pari scadenza (+2,14%) a 96,43 dollari. Ben comprate anche le banche, con Banco Bpmm (+1,2%) e Bper (+0,95%) a guidare i rialzi. In coda al Ftse Mib scivola Nexi (-2%), penalizzata dal downgrade da parte di BofA, che ha tagliato la raccomandazione sul titolo a ‘Underperform’. Segno meno anche per Avio (-1,66%) e St (-0,6%), mentre sono deboli le utility (Enel -0,5%, A2A -0,3%, Terna -0,3%).
UE: Dilemma sui tassi
Mentre la BCE entra nel silenzio pre-riunione sui tassi, deve affrontare un deterioramento economico (stagflazione, instabilità geopolitica) con Germania e Italia che tagliano le previsioni di crescita e l’aumento dei costi energetici. Francoforte cerca di sostenere l’economia rallentando e contenendo l’inflazione.
“La natura altalenante del conflitto — guerra, cessate il fuoco, colloqui di pace, il loro fallimento, un blocco navale, la sua revoca e il suo ripristino — rende eccezionalmente difficile stimare la durata e la profondità delle conseguenze”, ha spiegato Lagarde.
Di norma, le banche centrali tagliano i tassi con un rallentamento, ma l’inflazione persistente, alimentata dai prezzi energetici volatili legati alla guerra in Iran, rischia di essere incentivata da un allentamento immediato.
Mārtiņš Kazāks, del consiglio direttivo, ha rilevato l’incertezza, affermando al Financial Times che non vi è urgenza di aumentare i tassi dal 2%.
Il consenso di mercato prevede un “mantenimento” (hold) dei tassi BCE. Nonostante le pressioni stagflattive della guerra in Iran, i decisori adottano una fase di “wait and see” per valutare se l’inflazione energetica causerà effetti a catena più pericolosi.



