I mercati europei sono frenati dal sonoro “no” del POTUS Donald Trump ad una tregua con l’Iran, i prezzi del petrolio sono tornati a salire nel weekend con il brent che tocca i 107$ al barile ed il WTI che si posiziona a 94$. Gli indici del Vecchio Continente si muovono prevalentemente in frazionale rialzo o sulla linea della parità.
- FTSE MIB: +0,19% a quota 51.967,76 punti. Le banche continuano a beneficiare dell’ampliamento del margine di interesse garantito da una politica monetaria restrittiva della BCE. Parallelamente, colossi energetici come Eni e Saipem fungono da traino naturale in una fase di forte rivalutazione del greggio.
- DAX 40: +0,20% a quota 25.458,28 punti. Sebbene vi sia un cauto rimbalzo tecnico, la performance del DAX rimane intimamente vincolata alle profonde sfide strutturali dell’industria teutonica. Il rialzo odierno è guidato da operazioni di acquisto su titoli industriali iper-venduti, ma l’orizzonte è offuscato dalla vulnerabilità del sistema energetico tedesco. A poco più di un mese dall’avvio della stagione termica, la Germania registra un livello di riempimento degli stoccaggi di gas fermo al 57% (141 TWh), un dato criticamente basso che solleva forti dubbi sulla continuità produttiva del settore chimico e manifatturiero pesante.
- CAC 40: +0,35% a quota 8.106,21 punti. La debolezza relativa del mercato francese è riconducibile alle difficoltà del comparto automobilistico e del lusso. Il conglomerato Stellantis, che ha una duplice quotazione e un peso specifico imponente sul listino francese, segna pesanti flessioni prolungate, trascinando al ribasso l’intero indice. A Parigi pesano le indiscrezioni di una profonda revisione degli asset non strategici e i timori legati a un potenziale delisting della società dall’Euronext Paris. Le pressioni inflazionistiche importate gravano inoltre sulle stime di marginalità futura delle multinazionali francesi.
- FTSE 100: +0,52% a quota 10.750,49 punti. La natura spiccatamente difensiva del listino Londinese, densamente popolato da conglomerati attivi nell’estrazione mineraria, nelle commodities energetiche e nei beni di prima necessità, protegge il mercato londinese dalle turbolenze più speculative. L’aumento globale dei prezzi di base, innescato dalla crisi del Golfo, favorisce i colossi britannici legati ai materiali di base e all’energia, fornendo una barriera naturale contro la volatilità che sta invece colpendo i listini esposti prevalentemente ai settori discrezionali e manifatturieri.
Materie Prime
| Materia Prima | Valore Attuale | Variazione 24h | Variazione YTD |
| Oro | 4.147,13 $/t.oz | -3,21% | -3,84% |
| Petrolio Brent | 107,52 $/bbl | +3,10% | +75,58% |
| Petrolio WTI | 94,74 $/bbl | +2,70% | +64,52% |
| Gas Naturale TTF | 73,83 €/MWh | +2,69% | +161,32% |
| Argento | 61,01 $/t.oz | -5,04% | -14,24% |
Eventi Macroeconomici in Programma
| Orario | Paese | Indicatore Macroeconomico | Dato Precedente |
| 10:00 | Italia | Bilancia commerciale extra UE | 2,55 Mld Euro |
| 15:30 | Eurozona | Audizione BCE (Christine Lagarde) presso Comm. ECON | – |
| 16:30 | Stati Uniti | Indice manifatturiero Fed Dallas | 11,6 punti |
Focus Italia
Piazza Affari apre in positivo con il comparto servizi di consumo a Piazza Affari continua la giornata in aumento dell’1,18%. Stellantis registra un forte rimbalzo del +2,69%, spiccando come uno dei migliori titoli, in decisa controtendenza rispetto alle forti flessioni registrate nell’ultimo periodo a causa dei timori operativi. Anche il lusso contribuisce positivamente con Ferrari in rialzo dell’1,67% e Moncler che guadagna l’1,58%.

ENI si distingue con un solido +1,62%. Questo movimento è direttamente correlato al vigoroso rally delle materie prime energetiche in corso sui mercati internazionali, con il petrolio Brent che viaggia oltre i 107 dollari al barile. Bene anche le utilities legate alle reti, con Snam (+0,97%) e Terna (+0,94%), mentre Enel rimane piatta sulla parità (-0,02%).
Il grande blocco bancario e assicurativo è quasi interamente in verde, fungendo da rete di supporto per l’indice. I colossi UniCredit (+0,41%) e Intesa Sanpaolo (+0,07%) salgono timidamente, mentre si notano accelerazioni più marcate per Banca Mediolanum (+1,07%), Unipol (+1,00%) e BPER Banca (+0,61%). In lieve controtendenza solo Mediobanca, in leggero calo (-0,10%).
A frenare la corsa del listino ci pensano le perdite nel comparto delle comunicazioni e della manifattura industriale pesante. Telecom Italia (TIT) è il titolo più penalizzato con un -1,26%, seguito da vicinissimo da Prysmian che cede l’1,02%.
Sostanzialmente stabile l’euro / dollaro USA, che continua la sessione sui livelli della vigilia e si ferma a 1,138. Lo spread torna a +95 punti base, mentre il rendimento del BTP a 10 anni si attesta al 4,58%.



