Mercati europei: listini aprono cauti, Milano spinge verso l’alto

A differenza dell’ottimismo d’oltreoceano, i mercati del Vecchio Continente si risvegliano in un clima di marcata cautela. Le aperture mostrano listini contrastati, appesantiti dai timori per un nuovo shock energetico derivante dalle frizioni tra Stati Uniti e Iran e dalla minacciata chiusura dello Stretto di Hormuz.

  • DAX 40: l’indice di riferimento tedesco ha aperto in territorio negativo, per poi spostarsi sul +0,09% attestandosi a 25.088 punti. Francoforte è l’indice europeo più esposto al ciclo manifatturiero e alla chimica pesante. L’aumento improvviso del gas naturale rappresenta una tassa occulta sull’industria tedesca, erodendone i margini operativi. Aziende ad alto consumo energetico prezzano immediatamente il rischio di una bolletta più cara. Inoltre, la debolezza asiatica, evidenziata dal calo del Nikkei a Tokyo (-1,92%), pesa sulle prospettive di esportazione dei colossi automobilistici e della componentistica tedesca.
  • CAC 40: Il listino parigino segue la scia tedesca, posizionandosi a 8.329 punti, in calo del 0,12% in avvio di seduta. Il CAC 40 è storicamente dominato dai colossi del lusso e dei beni di consumo discrezionali. L’indice francese è altamente sensibile alla fiducia dei consumatori globali. Un potenziale rialzo dell’inflazione indotto dall’energia ridurrebbe il reddito disponibile delle famiglie europee, penalizzando i consumi. Inoltre, le tensioni in Medio Oriente allarmano il settore dei trasporti e dell’aerospazio, componenti di peso nel listino transalpino.
  • FTSE 100: il mercato britannico si attesta a 10.501 punti, segnando un marginale rialzo dello 0,03%. Il FTSE 100 possiede una composizione settoriale difensiva e fortemente inclinata verso le materie prime (mining) e l’Oil & Gas. In fasi di stress geopolitico e di fiammate dei prezzi energetici, i grandi estrattori multinazionali quotati a Londra registrano un aumento delle stime sugli utili, sostenendo l’intero indice. Questo meccanismo di “hedging” naturale permette al listino britannico di sovraperformare quando l’Europa continentale soffre per l’inflazione importata.
  • FTSE MIB:  L’indice italiano mostra una notevole forza relativa, aprendo a 52.778 punti e portandosi su un rialzo dello 0,31%. La resilienza di Piazza Affari è guidata da una forte connotazione settoriale (forte peso delle banche) e da specifiche notizie societarie. Il rimbalzo odierno interrompe una fase di incertezza, catalizzato dalle eccellenti performance del settore tech e pagamenti digitali (Nexi vola a +6,31%) e dal solido comparto del credito (UniCredit +5,72%, MPS +4,95%). Le banche italiane, operando in un regime in cui la BCE potrebbe ritardare i tagli dei tassi a causa dei nuovi shock inflattivi, continuano a godere di proiezioni di margine di interesse (NII) elevate. ENI (+1,78%) sfrutta il rally del petrolio.

Materie Prime

Materia PrimaValore AttualeVariazione Ultime 24hVariazione Ultimo Anno (YTD)
Oro (Gold Spot)4.075 USD/t.oz-1,11%-6,68%
Argento (Silver)58,93 USD/t.oz-1,55%+17,38%
Petrolio Brent78,23 USD/bbl+2,93%+28,59%
Petrolio WTI73,40 USD/bbl+2,77%+27,86%
Gas Naturale TTF50,48 EUR/MWh+3,36%+79,64%

Focus Italia

Piazza Affari si presenta oggi come un mercato a due velocità, in cui la liquidità premia le grandi capitalizzazioni bancarie e specifiche storie industriali, penalizzando i settori più illiquidi.

Apertura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A inizio seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si e’ attestato a 75 punti, uno in più rispetto all’ultimo closing.

Società sotto la Lente

Stellantis: Un titolo di enorme rilevanza nella giornata odierna è Stellantis (Large Cap). La casa automobilistica ha rilasciato i dati preliminari sulle consegne del secondo trimestre 2026, comunicando volumi consolidati stimati in 1,6 milioni di unità, un incremento del 10% anno su anno. La reazione del mercato è stata veemente, con il titolo in progresso del +3,38% a inizio contrattazioni. L’analisi di questi dati rivela un quadro strategico ben preciso: le vendite in Nord America sono esplose del 38%, trainate da prodotti ad altissimo margine come i pickup Ram 1500 (HEMI V8 e TRX SRT) e l’offerta rinnovata Jeep (Grand Wagoneer). L’implicazione per gli investitori è chiara: l’azienda sta compensando con successo la congiuntura sfavorevole in mercati depressi come il Sud America (influenzato dalla debolezza argentina) e il Medio Oriente (penalizzato dal conflitto), concentrando la redditività sul mercato statunitense. Questa capacità di adattamento geografico e di prodotto (pricing power) posiziona Stellantis favorevolmente rispetto ai competitor puramente europei, giustificando il sovrappeso (overweight) degli analisti sul titolo.

Carel Industries: Nel comparto Mid Cap/STAR emerge l’operazione di Carel Industries. La società italiana, leader nelle soluzioni per il controllo del condizionamento dell’aria e della refrigerazione, ha annunciato l’acquisizione del 100% del capitale della danese Cotes A/S per un esborso di 56,1 milioni di euro. Il mercato ha accolto la mossa in modo trionfale, spingendo le azioni in rialzo di oltre il 9%. La mossa è strategicamente ineccepibile. Cotes è specializzata in soluzioni ad altissima efficienza energetica. Nell’attuale regime di prezzi del gas oltre i 50 EUR/MWh, le industrie globali (in particolare il settore manifatturiero e i data center degli hyperscaler) sono costrette a investire massicciamente nel rinnovamento degli impianti HVAC per abbattere i costi operativi (OPEX) e rispettare i criteri ESG. Con questa acquisizione, Carel non solo amplia la propria impronta geografica nel Nord Europa, ma acquisisce tecnologie proprietarie che le consentiranno di godere di una domanda inelastica. Questo trend di M&A mirato all’efficienza climatica rappresenta una delle tesi di investimento più solide nel mercato italiano delle mid cap.

Eventi Macroeconomici

Ora (CEST)AreaEvento MacroeconomicoRilevanza
18:30USA (Stati Uniti)Discorso di Christopher Waller (Membro votante FED)Alta
18:45EU (Unione Europea)Discorso di Isabel Schnabel (Membro Comitato Esecutivo BCE)Alta