(di Christian Gaole)
Manca meno di un anno alle elezioni amministrative che interesseranno il Comune di Verona. E il centrodestra, anche se un candidato sindaco ancora non ce l’ha, intanto si presenta unito alla città. Punto di incontro fra le forze del centro: la critica ad Amia e all’amministrazione Tommasi a seguito dell’aumento della tassa sui rifiuti.
«Una gestione fallace quella da parte di Amia riguardo alla raccolta differenziata», dicono in coro Patrizia Bisinella, di Fare, Maria Fiore Adami e Massimo Mariotti, di Fratelli d’Italia, Nicolò Zavarise, della Lega, Paolo Rossi, di Verona Domani, Luigi Pisa e Salvatore Papadia di Forza Italia e Antonio Lella, politico veronese di lungo corso.
Insomma, la tari continua a essere il nodo centrale dell’attacco del centrodestra agli inquilini di Palazzo Barbieri. «In quattro anni il servizio offerto da Amia è peggiorato, è sotto gli occhi di tutti, la città è sporca e degradata. Ci sono montagne di rifiuti ovunque, nel centro storico e nei quartieri. Le segnalazioni che riceviamo, immaginiamo che le ricevano anche in giunta e tra consiglieri di maggioranza. Sono quotidianamente le segnalazioni di montagne di rifiuti abbandonati che non vengono raccolti per giorni», esordisce Bisinella. «Con questa delibera l’amministrazione ci ha etichettato come “quelli che vogliono tornare indietro” mentre loro sarebbero quelli che “vogliono andare avanti”.
“Questo non corrisponde alla realtà e basta vedere lo stato della raccolta in città. Quando qualcuno dall’alto della sua onniscienza intellettuale ci vuole spiegare come funzionano le cose, noi preferiamo innanzitutto ascoltare i cittadini, realizzare quali siano i problemi concreti e agire poi da un punto di vista gestionale sulla risoluzione di questi», precisa Adami.
«Quando l’assessore Ferrari risponde alle critiche che gli vengono mosse in Consiglio Comunale riferisce che l’azienda deve fare un upgrade dal punto di vista manageriale. Ricordo, però, che questa amministrazione sta governando da quattro anni. Ci deve essere una riorganizzazione aziendale», puntualizza Zavarise. Al leghista fa eco il collega di Verona Domani, Rossi: «L’azienda stessa (Amia, ndr) non è in grado di convogliare l’energia dei propri dipendenti affinché questi assecondino la volontà di Amia. I dipendenti vanno motivati, incoraggiati e portati gradualmente ad assolvere un dovere che oggi non è del tutto ottemperato». In attesa che si trovi la quadra sul nome del primo cittadino che correrà per Palazzo Barbieri, il centrodestra si presenta compatto sulle questioni «calde» della città. O almeno così pare.



