Mercati europei. Listini in rosso dopo le tensioni in M.O.

L’apertura della seduta odierna dei mercati finanziari si inserisce in un contesto globale dominato da una profonda avversione al rischio, innescata da una repentina e violenta escalation geopolitica in Medio Oriente. La decisione dell’amministrazione statunitense di ripristinare un blocco navale nello Stretto di Hormuz per le imbarcazioni iraniane, unita all’imposizione di una tariffa del 20% sulle merci in transito nella regione, ha generato un’immediata ondata di vendite sui listini azionari e un concomitante rally nel comparto energetico. 

La chiusura dei mercati statunitensi ha fornito una chiara indicazione del deterioramento del sentiment globale, fungendo da catalizzatore ribassista per l’apertura del Vecchio Continente. L’indice S&P 500 ha terminato la contrattazione in calo dello 0,79%, attestandosi a 7.515,34 punti, trascinato al ribasso dai timori legati a una potenziale ripresa dell’inflazione spinta dai costi energetici. Nonostante la resilienza del comparto energetico, che ha registrato un progresso del 3,16% grazie ad aziende come Chevron (+3,29%) e Diamondback Energy (+4,51%), la debolezza diffusa nei settori dell’informatica e delle telecomunicazioni ha affossato il listino.

L’impatto maggiore si è tuttavia registrato sul Nasdaq 100, che ha archiviato la seduta con una flessione dell’1,88%, fermandosi a 29.264,10 punti. Il crollo dell’indice tecnologico è stato guidato da una massiccia ondata di vendite nel settore dei semiconduttori, particolarmente sensibile alle prospettive sui tassi di interesse e ai colli di bottiglia logistici. L’indice Philadelphia Semiconductor è sprofondato del 4,8%, con aziende leader come Nvidia, Intel, Marvell Technology e ARM Holdings che hanno registrato contrazioni drammatiche, comprese tra il -3,52% e il -7,75%. La volatilità implicita è esplosa, con l’indice VIX in rialzo del 14%, il movimento più ampio delle ultime cinque settimane.

Questa dinamica suggerisce un profondo ripensamento delle valutazioni azionarie da parte degli investitori istituzionali: le crescenti pressioni inflazionistiche derivanti dallo shock petrolifero stanno consolidando le aspettative per un mantenimento di politiche monetarie restrittive. I mercati dei derivati stanno attualmente prezzando una probabilità vicina al 70% per un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nel mese di settembre, in netto contrasto con le aspettative di allentamento monetario prezzate solo poche settimane fa.

I maggiori listini del continente europeo hanno recepito fedelmente la debolezza di Wall Street e le turbolenze asiatiche (con il Nikkei in calo dell’1,92% e Shanghai in flessione del 2,06% nella sessione notturna), aprendo la seduta del 14 luglio in rosso. Le tensioni internazionali spingono gli operatori verso un netto de-risking.

  • DAX 40: 24.947 punti con un -0,66%. Il listino di Francoforte subisce la forte pressione del settore manifatturiero e industriale. L’economia tedesca, altamente energivora e dipendente dalle esportazioni, è la più vulnerabile in Europa a un’interruzione delle catene di approvvigionamento globali e a un rincaro improvviso dei costi del gas e del petrolio. I dati sui prezzi all’ingrosso tedeschi rilasciati in mattinata contribuiscono a mantenere alta la tensione sui margini aziendali.
  • CAC 40: -0,94% a 8.285 punti. L’indice parigino registra la flessione più marcata del continente. Il listino è storicamente dominato dai colossi del lusso e dei beni di consumo discrezionali. Questi settori risentono immediatamente delle aspettative di un rallentamento dei consumi globali legato all’inflazione e del calo dei mercati asiatici, bacino di utenza cruciale per l’export francese.
  • FTSE 100: 10.441 punti, -0,54%. Il listino britannico appare colpito dalla correzione, ma la sua composizione offre una parziale rete di salvataggio. La sua alta concentrazione di società petrolifere (come BP e Shell) e conglomerati minerari attutisce parzialmente il colpo, beneficiando dell’impennata delle materie prime. Tuttavia, le preoccupazioni per un rallentamento della crescita economica globale e le vendite sui titoli finanziari controbilanciano i guadagni del comparto energetico.
  • FTSE MIB: -0,59% scivola a 52.499 punti. A Milano, il movimento ribassista è dettato principalmente dalle forti vendite sul comparto bancario (fortemente pesato nell’indice) e su titoli legati all’industria e alla mobilità come Stellantis (-0,92%) e Diasorin (-1,40%). Le banche, come Bper Banca e Banca Monte Paschi di Siena, scontano il timore che un’inflazione energetica persistente possa deprimere la domanda di credito e aumentare i non-performing loans. L’indice è parzialmente salvato da ENI, che guadagna quasi il 2% fungendo da veicolo di copertura contro lo shock petrolifero.

Il mercato obbligazionario europeo riflette questo nervosismo: lo spread BTP-Bund si attesta a 73,87 punti base, con il rendimento del decennale italiano in rialzo al 3,85% e il Bund al 3,06%, segnalando una ripresa dei rendimenti nominali in scia alle rinnovate aspettative inflazionistiche. Sul fronte valutario, l’Euro mantiene una relativa stabilità, scambiando a 1,1391 dollari (+0,09%), sostenuto dai flussi di rimpatrio dei capitali ma frenato dalla forza intrinseca del biglietto verde, tradizionale valuta rifugio in scenari di stress geopolitico.

Materie Prime

Materia PrimaValore AttualeVariazione (Ultime 24h)Variazione YTD
Oro 4.018 USD/oz+0,42%-6,93%
Petrolio Brent86,72 USD/bbl+4,16%+42,42%
Petrolio WTI80,49 USD/bbl+3,00%+39,98%
Gas TTF 53,08 EUR/MWh+3,21%+88,89%
Argento 58,04 USD/oz+0,76%+18,47%

Eventi Macro-Finanziari Odierni

Orario (CET)Paese / AreaEvento / IndicatoreDato AttesoDato Precedente
06:30GiapponeProduzione Industriale (Mensile)+0,5%+0,5%
08:00GermaniaIndice dei Prezzi all’Ingrosso (Mensile)+0,2%-0,6%
08:00GermaniaIndice dei Prezzi all’Ingrosso (Annuale)N/A+5,9%
Pre-MercatoUSATrimestrali Bancarie (JPM, GS, BAC, C, WFC)N/AN/A
14:30USAIndice dei Prezzi al Consumo – CPI (Mensile)-0,1%+0,5%
14:30USAIndice dei Prezzi al Consumo – CPI (Annuale)+3,8%+4,2%

Focus Italia

Piazza Affari apre dominata dall’avversione al rischio e caratterizzata da una netta polarizzazione settoriale. Il comparto finanziario è il principale fattore di debolezza del listino, presentandosi interamente in rosso: le flessioni più marcate colpiscono BPER Banca (BPE, -2,06%) e Banco BPM (BAMI, -2,04%), seguite da prese di beneficio sui pesi massimi come UniCredit (UCG, -1,04%) e Intesa Sanpaolo (ISP, -0,89%). La minore propensione al rischio penalizza anche il lusso e l’automotive, evidenziati dai cali di Ferrari (RACE, -1,34%), Moncler (MONC, -1,25%), Campari (CPR, -1,32%) e Stellantis (STLAM, -0,93%).

Sul versante opposto, spicca il verde intenso di ENI (+1,76%) nel settore energetico, che funge da chiaro scudo protettivo per gli investitori in scia alle tensioni geopolitiche e ai rincari del petrolio. Tengono bene anche i settori difensivi classici come le utilities, con Enel (ENEL, +0,16%) e Terna (TRN, +0,05%) che galleggiano leggermente sopra la parità, riuscendo ad attutire la volatilità. Da segnalare, infine, nel settore tecnologico-industriale, il calo vistoso di Leonardo (LDO, -2,05%) in netto contrasto con la moderata positività di STMicroelectronics (STMMI, +0,52%).