Nuova escalation di attacchi e contro-attacchi che ha messo in discussione la fragile tregua tra Stati Uniti e Iran e offuscato le prospettive di una pace duratura in Medio Oriente. In particolare, state colpite tre navi nell’arco di 24 ore, tra cui una metaniera qatariota, una petroliera saudita e un’altra petroliera raggiunta da un drone. Gli Stati Uniti hanno, per risposta, colpito 80 obiettivi in territorio iraniano, mentre le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno colpito siti militari USA in Bahrein e Kuwait. La debolezza del comparto tecnologico globale, combinata con le rinnovate tensioni sul fronte dell’approvvigionamento energetico, ha dettato un’apertura estremamente negativa e volatile per i maggiori indici del Vecchio Continente.
- DAX 40: scivola sotto i 25mila punti con un -2,30%. L’indice tedesco è il più penalizzato d’Europa, trascinato al ribasso dalla forte componente industriale e tecnologica. Il crollo dei produttori di chip asiatici ha colpito duramente titoli come Infineon e Siemens Energy, con quest’ultima zavorrata anche da prese di beneficio sulle infrastrutture per l’IA. Il mercato ha ignorato il dato fortemente positivo sulla produzione industriale tedesca di maggio (+0,9% su base mensile, contro stime dello 0,1%), concentrandosi esclusivamente sul rischio di tassi elevati prolungati a causa del rincaro petrolifero.
- CAC 40: -2,16% a 8.255 punti . Il listino transalpino cede terreno a causa dell’impatto del sell-off tecnologico su colossi come STMicroelectronics, unito alla debolezza strutturale del settore del lusso. A gravare sul sentiment vi sono inoltre i persistenti timori per la bilancia commerciale francese, il cui deficit continua a evidenziare vulnerabilità legate agli alti costi energetici per il comparto manifatturiero.
- FTSE 100: -1,56% a 10.502 punti. Anche Londra segue gli indici europei nonostante la sua composizione asimmetrica, dominata da titoli value, difensivi e dalle major del comparto energetico e minerario. L’impennata del greggio ha fornito una formidabile spinta al rialzo per titoli come Shell e BP (+3,64% in apertura), confermando il FTSE 100 come porto sicuro durante le rotazioni sfavorevoli ai titoli growth.
- FTSE MIB: -1,73% a 51.549 punti. Il ribasso è imputabile a prese di beneficio su banche e industriali (Stellantis, Amplifon) e tecnologici (STMicroelectronics). Tuttavia, la flessione è fortemente attutita dal rally del comparto petrolifero e impiantistico, con Eni, Tenaris e Saipem in forte progresso grazie al balzo delle quotazioni del greggio e all’acquisizione di nuove commesse internazionali.
Materie Prime
| Materia Prima | Valore Attuale | Variazione Ultime 24h | Variazione Ultimo Anno (YTD) |
| Oro | $ 4.055 / t.oz | – 1,26% | – 6,20% |
| Argento (Spot) | $ 58,44 / t.oz | + 1,46% | – 18,06% |
| Brent Crude Oil | $ 76,60 / bbl | + 6,17% | + 29,50% |
| WTI Crude Oil | $ 74,92 / bbl | + 6,45% | + 30,82% |
| Gas TTF | € 49,09 / MWh | + 4,81% | + 74,22% |
Calendario Macroeconomico
| Orario (CEST) | Area Geografica | Evento Macroeconomico | Consenso Atteso | Dato Precedente |
| 01:50 | 🇯🇵 Giappone | Bilancia Partite Correnti (Maggio) | 4.121 Mld ¥ | 3.908 Mld ¥ |
| 08:45 | 🇫🇷 Francia | Bilancia Partite Correnti (Maggio) | N/D | – 200 Mln € |
| 16:00 | 🇺🇸 Stati Uniti | Scorte all’Ingrosso (Mensile, Maggio) | + 0,3% | + 0,6% |
| 16:30 | 🇺🇸 Stati Uniti | Scorte di Petrolio EIA (Settimanale) | – 1,900 Mln barili | – 3,775 Mln barili |
| 19:00 | 🇺🇸 Stati Uniti | Asta Titoli di Stato a 10 Anni | N/D | 4,538% |
| 20:00 | 🇺🇸 Stati Uniti | Pubblicazione Verbali FOMC (Fed) | N/D | N/D |
Focus Italia
Piazza Affari soffre l’escalation in Medio Oriente e la pressione sul settore tecnologico dopo i recenti dubbi delle valutazioni degli AI stock. Il settore finanziario sprofonda assieme al settore automotive, il settore dell’energia invece approfitta del rialzo dei prezzi del brent e del greggio.

L’ops di UniCredit su Commerzbank, al termine del periodo supplementare di adesione, si è chiusa con adesioni pari al 17,6% del capitale (18,36% dei diritti di voto escludendo le azioni proprie). Lo spread scivola del 5,68% torna a 82 punti, rendimento 10 anni sale a 3,83%.



