Mercati, più che Hormuz decidono le trimestrali. Unicredit “avvisa” Commerzbank: decidete o investiamo altrove

Dopo la tregua geopolitica che ha dominato le scorse sedute, i mercati europei si svegliano oggi con il fiato un po’ corto. L’attenzione degli investitori si è rapidamente spostata dalla geopolitica ai dati macroeconomici e alla stagione delle trimestrali, in una giornata caratterizzata dalla pubblicazione dei cruciali indici PMI (Purchasing Managers’ Index) che misurano lo stato di salute delle economie continentali. Le Aperture dei Maggiori Listini Europei: la mattinata nel Vecchio Continente è all’insegna della cautela, con i principali listini che si
muovono in territorio moderatamente negativo: DAX 40: Apre in flessione dello 0,59% a 24.053 punti. Il listino tedesco sconta le
previsioni deludenti sull’Indice PMI composito nazionale, atteso a 48,5 punti (sotto la soglia di espansione di 50), confermando le difficoltà di ripresa della locomotiva europea. ● CAC 40: Unico listino in territorio positivo in mattinata con un +0,11% in area 8.341. Prese di beneficio sui settori industriali in scia ai dati deludenti francesi, dove il PMI composito è stimato in contrazione a 49,5 punti. ● FTSE 100: Cede lo 0,83% a 10.386 punti. La borsa britannica si allinea al clima di prudenza generale in attesa dei propri dati PMI, previsti anch’essi in zona di
contrazione (49,8). ● FTSE MIB: Limita i danni segnando un -0,33% a quota 47.629 punti. Piazza Affari si difende meglio dei “cugini” europei grazie a un rimbalzo del settore energia e all’esplosione in positivo del comparto tecnologico legato ai microchip. Ieri sera Wall Street ha archiviato una seduta debole, con l’S&P 500 che ha chiuso a 7.100,00 punti (-0,67%). Questa mattina, tuttavia, i contratti futures indicano una riapertura più serena: l’S&P 500 Futures guadagna lo 0,52% riportandosi a 7.137,00 punti, mentre il Nasdaq è stabile sulla parità , in attesa dei dati macro pomeridiani statunitensi.

Le materie prime

Nuova fiammata per i prezzi energetici (seppur lontani dai picchi di inizio mese), mentre l’argento subisce una correzione.

Calendario Macroeconomico

Oggi è la giornata degli “Indici PMI” (Purchasing Managers’ Index), essenziali per capire la direzione della crescita economica sia nei servizi che nella manifattura. Prevista un’espansione dell’economia americana a 52,5 punti. L’intera mattinata europea sarà guidata dall’assimilazione dei dati PMI: se
confermeranno la contrazione sotto i 50 punti per Germania e Francia, potrebbero aumentare le pressioni sulla BCE per nuovi tagli dei tassi. Nel pomeriggio, il PMI statunitense ci dirà se l’economia a stelle e strisce continua a correre indisturbata o se inizia ad avvertire il peso dei tassi elevati.

Focus Italia: il Risiko bancario

Sul fronte delle notizie domestiche, continua a tenere banco il delicatissimo dossier UniCredit-Commerzbank. L’Amministratore Delegato di UniCredit, sopra nel grafico a cinque anni, Andrea Orcel, ha mandato un messaggio chiaro ai mercati e alla controparte tedesca: se UniCredit non riuscirà a ottenere il pieno controllo della banca in Germania, l’operazione verrà messa “in pausa“, riaprendo clamorosamente le porte a possibili accordi di fusione (M&A) direttamente
all’interno dei confini italiani. La banca ha inoltre smentito categoricamente le recenti voci su un presunto piano per spostare la propria sede legale da Milano a Monaco di Baviera.