Moschea abusiva di San Michele, Paolo Borchia sfida Tommasi: “Sono passati tre mesi, che fate?”

“A Venezia, quando emergono situazioni di possibile abusivismo, l’amministrazione comunale interviene concretamente per verificare e ripristinare il rispetto delle regole. A Verona, invece, sulla vicenda dei locali utilizzati impropriamente a San Michele Extra, è arrivato il momento di fare chiarezza. I 90 giorni promessi dalla vicesindaca Barbara Bissoli sono scaduti da mesi e si nota un continuo via vai dalla struttura”.
Lo affermano Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e segretario provinciale del partito a Verona, e Tommaso Savoia, consigliere del Carroccio della Settima Circoscrizione, intervenendo sulla vicenda dei locali di San Michele Extra.
“Non è una questione religiosa – precisa Borchia – ma di rispetto delle regole. Il Comune ha già adottato un’ordinanza, a seguito degli accertamenti effettuati, disponendo il ripristino dello stato dei luoghi e indicando un termine di 90 giorni per ottemperare. Quel termine è scaduto da mesi: oggi chiediamo semplicemente di sapere quali verifiche siano state effettuate e quali provvedimenti siano stati adottati successivamente”.
“Il caso di Venezia dimostra che, quando un’amministrazione decide di affrontare concretamente situazioni di possibile abusivismo, gli strumenti per intervenire esistono – aggiunge Borchia –. Chiediamo quindi al Comune di Verona di spiegare con chiarezza a che punto sia la situazione di San Michele e quale sia stato l’esito degli accertamenti successivi alla scadenza dei 90 giorni previsti dall’ordinanza”.
“Le regole devono valere per tutti allo stesso modo. Non chiediamo altro che trasparenza, controlli e il rispetto della legalità. Se un’ordinanza è stata emessa, deve essere chiaro anche ai cittadini quali passi siano stati compiuti per darvi seguito”, concludono i due esponenti della Lega.