Salta il consiglio provinciale per capire se il governo prorogherà o meno Gasparato. Sboarina intanto scalda i motori
Fumata nera in Consiglio provinciale questa mattina e le nomine dell’ente guidato da Flavio Massimo Pasini per il Consorzio Zai slittano a data da destinarsi. Tutto fermo in attesa di sapere se il Consiglio dei ministri recepirà domani l’emendamento che – all’interno dell Decreto Infrastrutture – prorogherebbe di un anno il mandato attuale, in prorogatio dal 9 settembre scorso.
L’emendamento è a firma di Ciro Maschio e permetterebbe a Matteo Gasparato di gestire la fase iniziale del finanziamento governativo da poco più di cento milioni per la realizzazione delle infrastrutture necessarie ad accogliere i supertreni che transiterranno sul “nuovo” Brennero.
Un finanziamento che, se tutto va bene, dovrebbe venir deliberato nelle prossime settimane.
Sull’emendamento della super-prorogatio, però, non ci sarebbe l’unanimità nella stessa maggioranza di governo e quindi non è detto che alla fine sia questa la soluzione.
Nell’attesa che Roma si chiarisca su cosa vuol fare, la Provincia oggi ha dovuto optare per l’assenza strategica dei consiglieri di centrodestra (all’ultima conta cinque presenti e tredici assenti) così da non bruciare nomi inutilmente. Anche perchè, dai Palazzi Scaligeri dovrebbe uscire il candidato-presidente: la Camera di commercio ha già definito la propria terna di nomi per il Consiglio della Zai (sono tre i soci: Comune, Provincia e Camera di commercio come voleva il “rito democristiano” della ricostruzione post-bellica), confermando i propri consiglieri uscenti ovvero Andrea Prando, Paola Ferroli e Paolo Tosi. Il Comune attente le designazioni della Provincia per vedere se sarà rispettato o meno il principio “2 consiglieri alla maggioranza, 1 alla minoranza” che se è chiaro in Comune è più oscuro in Provincia. In pole position per la presidenza della Zai resta l’ex sindaco Federico Sboarina che ha dalla sua il parere favorevole delle categorie economiche e di Fratelli d’Italia.



