Le borse del Vecchio Continente aprono la seduta senza una direzione comune: da un lato l’auto tedesco frena i listini “core”, dall’altro Milano resta la piazza più solida grazie alle banche e ai titoli della difesa. Il future sull’Euro Stoxx 50 è debole (-0,1% circa), mentre il sentiment resta condizionato dalla cautela verso la conferenza stampa di Warsh, attesa per le 20:30.
Il movimento dei principali indici e il perché:
- DAX 40: – 0,06%. Il comparto auto pesa come un macigno: BMW crolla oltre il 7% dopo aver tagliato in modo netto le stime di redditività 2026, citando la debolezza della domanda cinese e l’impatto del conflitto in Medio Oriente sulla fiducia dei consumatori. L’intero settore automotive europeo perde oltre il 2%.
- CAC 40: + 0,1% . Listino debole di riflesso al comparto auto (Stellantis ne paga le conseguenze anche a Parigi) e penalizzato da Orange, che cede circa il 3,7% dopo un report negativo di Barclays.
- FTSE 100: +0,06%. Unico indice “core” in territorio positivo, sostenuto dal dato sull’inflazione britannica rimasta stabile al 2,8% annuo a maggio (sotto le attese del 3%), che rafforza le speranze di un atteggiamento più accomodante della Bank of England. In evidenza BAE Systems e Glencore.
- FTSE MIB: +0,14% a 52.503 punti, dopo il record di ieri. Spingono Unicredit (+2% a 79,28 euro, ha raggiunto il 42,4% di Commerzbank nell’ultimo giorno dell’OPS da 40 miliardi), Banco BPM (+2,16%) e Leonardo (+1,3%, grazie a un nuovo contratto di artiglieria a lungo raggio insieme a Diehl Defence e General Dynamics). Frenano invece Stellantis (-2,2%, effetto BMW), DiaSorin (-1,2%, downgrade di Deutsche Bank a “sell”) e Fila (-1,8%, dopo il collocamento di una quota di Doms Industries).
Wall Street: tech in recupero dopo la sterzata di ieri
La seduta di martedì 16 giugno si era chiusa in modo contrastato: il Dow Jones ha guadagnato lo 0,64% toccando un nuovo massimo storico a 52.190 punti, mentre S&P 500 (-0,57% a 7.511 punti) e soprattutto Nasdaq Composite (-1,15% a 26.376 punti) hanno sofferto una sterzata sul tech, con Nvidia in calo del 2,4% a fronte di un settore finanziario brillante (JPMorgan +3,7%, Goldman Sachs +1,35%) e del rally di SpaceX (+4,8%).
Questa mattina i futures raccontano una storia diversa: S&P 500 +0,3% e Nasdaq 100 +0,8%, con il Dow Jones poco mosso. Il tech cerca un rimbalzo proprio nel giorno del verdetto Fed, mentre il mercato resta concentrato sui dati di oggi (retail sales) e sulle parole di Warsh in serata.
Materie prime
| Materia prima | Valore attuale | Var. 24h | Var. ultimo anno |
| Oro (USD/oncia) | 4.329 $ | – 0,06% | + 0,17% |
| Argento (USD/oncia) | 69,87 $ | – 0,18% | – 1,97% |
| Petrolio Brent (USD/barile) | 79,08 $ | + 0,20% | + 30,02% |
| Petrolio WTI (USD/barile) | 76,27 $ | + 0,32% | + 32,87% |
| Gas TTF (EUR/MWh) | 41,03 € | – 1,85% | + 45,49% |
Calendario macro di oggi
| Ora | Evento | Area |
| 11:00 | Inflazione finale di maggio (headline e core) | Eurozona |
| 14:30 | Retail sales di maggio (atteso +0,5% m/m) | USA |
| 14:30 | Pending home sales | USA |
| ~16:00 | Business inventories | USA |
| 16:30 | Scorte settimanali di petrolio (EIA) | USA |
| 20:00 | Decisione sui tassi Fed (attesi fermi al 3,50%-3,75%) | USA |
| 20:30 | Conferenza stampa di Kevin Warsh, alla prima uscita da presidente Fed | USA |
In sintesi, gli appuntamenti da non perdere:
- Inflazione finale Eurozona di maggio, per capire se la componente core sta rallentando o resta persistente.
- Retail sales USA: un dato forte confermerebbe la resilienza dei consumatori americani.
- Verdetto Fed e, soprattutto, il tono di Warsh: più “hawkish” sull’inflazione o ancora prudente?
- Asta di riapertura del Bund tedesco (scadenza agosto 2053) e collocamento di titoli di Stato portoghesi (scadenza maggio 2027).
- Prosegue il collocamento del nuovo BTP Italia Sì (richieste retail a 5,36 miliardi dopo due giornate, contro i 6,52 miliardi dell’ultimo BTP Italia di maggio 2025); l’offerta si chiude venerdì 19 giugno.

Mercato italiano: spread giù, risiko bancario sempre vivo
Lo spread BTP/Bund scende a circa 69 punti base, con il rendimento del decennale italiano in calo al 3,62% (contro il 4,42% del Treasury USA, stabile). Sul fronte bancario, tiene banco l’alleanza tra Bff Bank, Banco BPM e Amco, che si muovono insieme per l’acquisizione dell’istituto milanese secondo il piano dell’amministratore delegato Giuseppe Castagna: un altro capitolo del risiko bancario italiano che si intreccia con l’OPS di Unicredit su Commerzbank, ormai arrivata al traguardo. Da tenere d’occhio anche STM, che ha emesso un bond convertibile da 1,5 miliardi richiamando contestualmente quello in scadenza nel 2027, e il dossier Rai Way-EI Towers, con Rai, F2i e Mfe che hanno prorogato i termini per l’eventuale aggregazione tra le due torri di trasmissione. Un trend da seguire nelle prossime settimane è la tenuta del comparto auto italiano (componentistica in primis), esposto sia alla frenata tedesca che alle tensioni commerciali con la Cina.
Il titolo del giorno: Unicredit
Riflettori puntati su Unicredit, che oggi chiude l’ultimo giorno dell’offerta pubblica di scambio da 40 miliardi di euro su Commerzbank, lanciata a marzo e partita il 5 maggio: la banca guidata da Andrea Orcel ha raggiunto il 42,4% del capitale della tedesca, in un’operazione che resta una delle partite più calde del risiko bancario europeo. Il titolo sale di circa il 2% a 79,28 euro, confermandosi tra i protagonisti della seduta milanese.



