Il Rifugio Chierego è stato insignito del riconoscimento regionale “Rifugio Sano e Sicuro”, progetto promosso dalla Regione Veneto e dall’ULSS 1 Dolomiti nell’ambito delle attività dedicate alla medicina di montagna, alla prevenzione e alla promozione della salute nei rifugi alpini. La cerimonia si è svolta in Marmolada alla presenza del Direttore Generale dell’ULSS 1 Dolomiti, Giuseppe Dal Ben, del Presidente Nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Maurizio Dellantonio, e del Direttore Sanitario dell’ULSS 1 Dolomiti, Sandro Cinquetti. Il progetto nasce nell’ambito della Delibera della Giunta Regionale del Veneto n. 109 del 2019 e si sviluppa in conformità al Regolamento Europeo n. 852/2004 in materia di sicurezza alimentare, con l’obiettivo di valorizzare i rifugi che garantiscono elevati standard di sicurezza, prevenzione sanitaria, formazione del personale e qualità dell’accoglienza.
«Per noi questo premio rappresenta una grande soddisfazione e una profonda gratificazione» dichiara Alberto Bullio gestore del Rifugio Chierego. «Da sei anni io, mio fratello, Carlo e Nicolò lavoriamo con passione e dedizione per migliorare continuamente questa struttura. Ci teniamo a ricordare che il Rifugio Chierego non è di nostra proprietà ma appartiene alla Comunità Montana del Monte Baldo: il nostro obiettivo è quello di lasciarlo migliore di come lo abbiamo trovato.»
Tra i requisiti che hanno consentito al Rifugio Chierego di ottenere il riconoscimento figurano la presenza di personale formato al primo soccorso e alla lotta antincendio, il possesso del defibrillatore con operatori certificati BLSD, la disponibilità di sfigmomanometro per il controllo della pressione arteriosa, menù multilingue dedicati alla clientela internazionale e un’offerta alimentare comprensiva di pasti e prodotti senza glutine. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla sicurezza dell’approvvigionamento idrico. Il rifugio è collegato alla rete gestita da AGS e dispone di sistemi aggiuntivi di trattamento dell’acqua mediante lampade a raggi ultravioletti. Prima del rilascio della certificazione, l’ULSS 1 Dolomiti ha effettuato specifici campionamenti e analisi dell’acqua, controlli che verranno ripetuti annualmente per garantire il mantenimento degli standard richiesti. Tra le misure previste dal progetto figurano anche attività di prevenzione e sensibilizzazione rivolte agli escursionisti, con particolare attenzione alla prevenzione del melanoma, al controllo dell’ipertensione in quota, alla corretta alimentazione e all’informazione sui rischi legati alle punture di zecca. Il rifugio mette inoltre a disposizione creme solari ad alto fattore di protezione per gli utenti della montagna.
Nel suo intervento, il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben ha sottolineato come il riconoscimento si inserisca in un più ampio percorso che punta a fare dell’ULSS 1 Dolomiti un punto di riferimento nazionale per la medicina di montagna, integrando prevenzione, assistenza sanitaria, sicurezza e promozione della salute nei territori alpini.
Il Presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Maurizio Dellantonio, ha confermato la piena collaborazione del Soccorso Alpino alle attività di prevenzione e ai futuri sviluppi del progetto, evidenziando l’importanza di tutte le iniziative che contribuiscono a rendere la frequentazione della montagna più sicura e consapevole.
Il Direttore Sanitario Sandro Cinquetti ha infine richiamato l’attenzione sull’importanza della prevenzione nei rifugi alpini, con particolare riferimento al melanoma, all’ipertensione in quota, alla corretta alimentazione e alla gestione dei rischi sanitari tipici dell’ambiente montano.



