Questura, ritirate circa 300 armi a Verona. In un anno ne sono state distrutte più di seicento

 La Questura di Verona che prosegue nell’attività rigorosa di monitoraggio sulla detenzione di armi. L’obiettivo è garantire il rispetto degli obblighi di legge, con particolare attenzione alla presentazione della certificazione medica attestante l’idoneità psicofisica di coloro che detengono armi.

In linea con quanto disposto dal Decreto Legislativo n. 104 del 10 agosto 2018, gli agenti della Divisione Polizia Amministrativa, Sociale e dell’Immigrazione hanno intensificato le attività di controllo sull’adempimento di questo imprescindibile obbligo di legge, finalizzato a garantire che solo chi sia ritenuto idoneo possa detenere armi, a garanzia della sicurezza del detentore, delle persone a lui vicine e della comunità.

L’obiettivo è quello di tutelare i cittadini e di mantenere l’ordine soprattutto negli ambiti in cui la detenzione irresponsabile potrebbe produrre gravi conseguenze. Sono, infatti, ancora numerosi gli interventi delle Forze dell’Ordine, effettuati sia in città che in provincia, per condotte di detentori giudicate a rischio, per lo più legate a litigi e dissidi in contesti condominiali. Non di rado, in queste circostanze, i controlli portano al ritiro cautelativo delle armi detenute dalle persone coinvolte.

Nell’ultimo anno, circa 600 detentori sono stati formalmente diffidati a produrre la certificazione sanitaria prevista e, a seguito delle verifiche, sono state 279 le armi ritirate. Molti detentori, in sede di accertamento, hanno preferito cedere volontariamente le armi a questo Ufficio per la rottamazione. A tal proposito, dal 2025 ad oggi sono state complessivamente versate, per la successiva distruzione, ben 636 armi.

Nello stesso arco temporale, il Questore di Verona ha revocato 95 licenze porto fucile uso caccia/tiro a volo e rigettato 113 istanze finalizzate al rilascio del medesimo titolo per mancanza dei requisiti psico-fisici o per la presenza di precedenti penali.

Nel ribadire la particolare attenzione che viene prestata a questo delicatissimo settore, la Questura richiama nuovamente – per i meri detentori – l’importanza di mantenere sempre aggiornati i documenti necessari, in particolare il certificato medico che attesti la buona salute psicofisica. La mancata presentazione di questo documento può, infatti, comportare conseguenze legali, inclusi procedimenti amministrativi – il Prefetto, in tal caso, ha il potere di vietare la detenzione di armi a chi non presenta la certificazione medica.

Si ricorda, pertanto, a tutti i detentori che la certificazione medica deve essere presentata ogni cinque anni e che l’obbligo riguarda tutti i possessori di armi comuni, anche in collezione; non è invece richiesta per i detentori di licenza di porto d’armi in corso di validità, né per i collezionisti di sole armi antiche.

Il certificato medico, che può essere rilasciato dal settore medico-legale delle ASL, da un medico militare o da un medico della Polizia di Stato o del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, deve attestare che il soggetto detentore di armi non è affetto da malattie mentali oppure da vizi che ne diminuiscano, anche temporaneamente, la capacità d’intendere e di volere.

La certificazione medica deve essere presentata all’ufficio di Pubblica Sicurezza del Comune di residenza dell’interessato: la Questura o la stazione Carabinieri competente per territorio.

Obiettivo primario è quello di tutelare i cittadini e di mantenere l’ordine soprattutto negli ambiti in cui la detenzione irresponsabile di armi potrebbe produrre gravi conseguenze.