Il referendum sulla Giustizia, per il quale i cittadini sono chiamati al voto il 22 e 23 marzo prossimi, e’ al centro del dibattito politico e della societa’ civile. Al confronto tra le ragioni del Si e le ragioni del No e’ dedicato un incontro pubblico che si tiene mercoledi 11 marzo a partire dalle 18 al Centro Toniolo in Via Seminario 8/10 a Verona, con accesso da Vicolo Bogon, 2. A dialogare e a confrontarsi su posizioni e sensibilita’ diverse saranno Nicolo’ Zanon, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Universita’ di Milano, gia’ giudice della Corte costituzionale, e Francesco Palermo, professore di Diritto pubblico comparato all’Universita’ di Verona, dirige l’Istituto di studi federali comparati di Eurac Research. Il confronto sara’ introdotto da una illustrazione del quesito referendario dell’avv. Elisa Fave’ e condotto dall’avv. Silvia Zenati. Zanon e’ stato giudice della Corte costituzionale dal 2014 al 2023, e’ autore di numerose pubblicazioni in materia di giustizia costituzionale e ordinamento giudiziario, ha maturato una lunga esperienza nel dibattito istituzionale e accademico sui temi della riforma della magistratura. Attualmente presiede il comitato SiRiforma, impegnato a sostenere le ragioni del voto favorevole al referendum, offrendo una prospettiva orientata alla revisione degli equilibri del sistema giudiziario in chiave di maggiore responsabilita’ e trasparenza. Palermo e’ uno studioso di sistemi costituzionali comparati e dinamiche istituzionali, ha dedicato ampia parte della propria attivita’ scientifica all’analisi dei modelli di governo e delle relazioni tra poteri nei diversi ordinamenti europei. La sua riflessione offrira’ una lettura critica delle proposte referendarie, mettendone in luce le possibili ricadute sull’equilibrio tra autonomia della magistratura e principio di separazione dei poteri. L’incontro e’ organizzato dall’Associazione Cultura e Partecipazione e Collegio Universitario Don Nicola Mazza, in collaborazione con la Casa Editrice Mazziana, l’Unione Allievi Don Nicola Mazza e la Fondazione CIS.



