Rifiuti: 500kg rimossi dall’Adige

Rafting Wild Cleanup, 19 aprile 2026

Nonostante un po’ di pioggia a intermittenza tra la mattina e il pomeriggio, 90 volontari sono saliti sui gommoni da rafting tra Borghetto d’Avio e Brentino Belluno per intercettare e rimuovere i rifiuti che incidono profondamente sulla salute dell’ecosistema fluviale.
La prima edizione della “Rafting Wild Cleanup” è andata oltre le aspettative: inizialmente pensata per 50 partecipanti, ha coinvolto un gruppo compatto, tra cui una ventina di bambini, tutti pronti a prendersi cura del fiume Adige.
L’evento, patrocinato dai comuni di Borghetto d’Avio, Brentino Belluno e Dolcè, ha unito non solo due province ma un’intera comunità di persone arrivate anche da Monaco e Berlino, Milano, Arco, Trento, Verona e Lago di Garda. In poche ore di navigazione e lavoro, i volontari hanno accumulato sulle spiagge di sbarco un’imponente montagna di rifiuti, stimata in oltre 500 kg. Se la plastica è la costante più diffusa, il bottino ha riservato sorprese che testimoniano anni di incuria: un carrello della spesa, sci, stivali, una valigia, molti copertoni, tubi, una tastiera di computer, la batteria di un’automobile, un passeggino e dei documenti.
La Rafting Wild Cleanup è stata organizzata dalla neonata Specie Selvatica APS, dalle guide di Xadventure e dal portale outdoor 360gardalife. Prezioso è stato anche il contributo del Canoa Club Trento, che con le proprie imbarcazioni ha raggiunto e ripulito anse dell’Adige impossibili da approcciare con i gommoni.
“Vedere i nostri gommoni da rafting carichi di volontari e sacchi pieni di rifiuti è un’immagine potente che cambia la prospettiva del turismo fluviale. È la dimostrazione che l’unione di competenze diverse, quella tecnica di chi conosce il fiume e quella di chi si impegna per la biodiversità, è la chiave per ripristinare questi corridoi ecologici fragili e fondamentali”, ha dichiarato Marco Heltai, direttore tecnico di Xadventure.
Letizia Fambri, Presidente di Specie Selvatica APS, ha aggiunto: “Spesso ci sentiamo impotenti e rassegnati di fronte alla crisi ambientale. Specie Selvatica nasce proprio per abbattere questo senso di impotenza e trasformarlo in partecipazione concreta. I 90 volontari, felici di lavorare nonostante la pioggia, lo hanno dimostrato: unire le mani nella terra, o nell’acqua in questo caso, restituisce fiducia a chi partecipa.”
Angela Trawoeger, fondatrice di 360gardalife, ha concluso: “Per noi l’outdoor è esplorazione e sentirsi vivi in mezzo alla natura. Quando chi fa sport usa la propria energia per pulire il fiume, da fruitore diventa custode dell’ambiente”
Questa prima edizione della Rafting Wild Cleanup conferma che la tutela del territorio non ha confini amministrativi e necessita solo di volontà e collaborazione.
Il percorso di Specie Selvatica prosegue già con il prossimo appuntamento: il 10 maggio è prevista una piantumazione sul Monte Zugna, realizzata in collaborazione con il MUSE – Museo delle Scienze di Trento.