Risk-off, le Borse europee non si fidano di Donald e dei tormenti del Labour inglese

(Rfg) A scuotere i listini in queste ore è un mix di tensioni geopolitiche e politiche. Da un lato, l’incontro a Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping ha lasciato gli operatori incerti sugli sviluppi commerciali. Dall’altro lato, le nuove dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, che ha affermato come per l’America non sia essenziale mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, hanno riacceso i timori di un blocco prolungato delle forniture energetiche, innescando nuovi rincari del greggio. Inoltre, l’instabilità politica nel Regno Unito legata al partito laburista ed al futuro del premier Keir Starmer contribuisce a innervosire la piazza londinese e quelle continentali. La seduta in Europa si apre con una decisa ondata di vendite, in un classico movimento di correzione e “risk-off” in vista del weekend: DAX 40: Cede l’1,70% a 24.041 punti. Il listino tedesco, fortemente esposto ai costi energetici per la sua industria pesante, sconta le parole di Trump su Hormuz e i crescenti timori per i margini operativi manifatturieri. CAC 40: Scivola dello 1,39% e  torna sotto la soglia degli 8mila punti. Scattano ampie prese di beneficio sui colossi transalpini, in un movimento di consolidamento dopo i recenti massimi. FTSE 100: In ribasso dell’1,43% a 10.224 punti. L’indice britannico è appesantito dalle turbolenze politiche interne e dalle diffuse vendite sui settori ciclici. FTSE MIB : Apre in profondo rosso segnando un -1,74% a quota 49.178 punti. Piazza Affari segue la debolezza generale e subisce l’impatto dei realizzi sui titoli industriali e finanziari, mitigati solo in parte dagli acquisti difensivi e speculativi. Sale lo spread col Bund tedesco.

Ieri sera Wall Street aveva archiviato un’ottima seduta prima che il sentiment globale si raffreddasse: l’S&P 500 ha segnato un +0,77% raggiungendo i 7.501,24 punti, mentre il Nasdaq è salito dello 0,88% a 26.635,22 punti. Questa mattina, tuttavia, i contratti futures sugli indici americani viaggiano in leggero calo, preannunciando un’apertura pomeridiana più cauta.

Materie Prime

Nuova tensione sui prezzi del greggio a causa dei timori per le rotte mediorientali, mentre il gas naturale in Europa resta su valori elevati.

Materia PrimaValore AttualeVariazione 24hVariazione 1 Anno
Oro$ 4.541 / oz– 2,37%+ 5,07%
Petrolio Brent$ 109,53 / bbl+3,72%~+75%
Petrolio WTI$ 105,19 / bbl+4,00%~+75%
Gas Naturale (TTF)€ 49,03 / MWh+ 2,71%~+67%
Argento$ 77,24 / oz– 7,61%+ 8,65%

Calendario Macroeconomico: I Maggiori Eventi di Oggi

L’agenda di oggi si concentra sull’inflazione italiana e sulla capacità industriale degli Stati Uniti.

  • 10:00 – Italia: Indice dei Prezzi al Consumo (IPC). Molto atteso il dato sull’inflazione di aprile, con stime che indicano un +2,8% su base annua e un +1,2% su base mensile.
  • 15:15 – Stati Uniti: Produzione Industriale (Mensile) di aprile. Un indicatore chiave per lo stato di salute dell’economia reale a stelle e strisce (atteso +0,3%).
  • 15:15 – Stati Uniti: Produzione Manifatturiera (Mensile) di aprile. Stimata a +0,2%.
  • 21:30 – Stati Uniti: Dati CFTC sul netto delle posizioni speculative sul greggio, che potrebbero portare alta volatilità in chiusura sulle materie prime.

Focus Italia

A Piazza Affari, il clima di “risk-off” colpisce duramente le grandi aziende, ma i danni risultano leggermente più contenuti scendendo di capitalizzazione.

I Dati del Mercato Italiano per Segmento:

  • FTSE MIB (Large Cap): L’indice maggiore cede l’1,65% a 49.223,41 punti.
  • FTSE Italia Mid Cap: Flette in maniera leggermente più composta, perdendo lo 0,53% e attestandosi a 60.187,59 punti.
  • FTSE Italia Small Cap: Stesso trend per le società a minore capitalizzazione, in calo dello 0,52% a quota 34.766,75 punti.

Sull’azionario, in coda St (-4,2%), che tira il fiato dopo i rally con la frenata dei tech asiatici. Deboli anche Prysmian (-2,2%) e Buzzi (-1,7%). In calo Unipol (-1,1%), nonostante il rialzo dell’utile. Bene Leonardo (+1,4%, nel grafico qui sopra) e Diasorin (+1,5%). Fuori dal paniere principale, brusco calo per Ferragamo (non faceva prezzo in avvio, poi -11,2%) all’indomani dei conti e nel giorno in cui Lvmh (-0,76% a Parigi) ha fatto sapere che il marchio Marc Jacobs passera’ entro la fine dell’anno alla societa’ di investimento WHP Global.