(di Giulio Ferrarini) “Siamo noi la vera destra”. Roberto Vannacci a Verona sottolinea il successo del nuovo partito, Futuro Nazionale, da lui fondato. “In molti casi la destra non fa né più né meno di quello che fa la sinistra. Basta andare a vedere nei dossier europei come vota Forza Italia nei confronti dei socialdemocratici. Evidentemente questo non è quello che si aspettano gli italiani”.
Futuro Nazionale si erge a ultimo baluardo della “vera” destra non solo in Italia, ma anche in Europa. E di successo Vannacci ne sta avendo: 1060 comitati nazionali, di cui 145 in Veneto. Una media di 1.500-2.000 tesserati al giorno in Italia. Ultima ad indossare la mimetica, Francesca Martini, ex Lega ed ex Fratelli d’Italia, già sottosegretaria alla Salute nei governi Berlusconi. Una che contava nella Lega di qualche anno fa, uno scalpo eccellente.
Il generale non ammette mezze misure: nessuna alleanza con il centrodestra se non si rispettano quei dettami che lui ritiene fondamentali: “Stoppare l’immigrazione, rimpatriare chi non ha diritto senza se e senza ma e soprattutto senza essere morbidi”.
Punto fondamentale per Vannacci è poi il rispetto delle linee rosse che per lui e il suo partito non sono negoziabili. Principi e idee senza le quali non si va avanti e che sarà lui stesso a dettare da vero generale. “Non faremo il contrario perché, altrimenti, saremmo i primi a trasformarci in quello che oggi hanno fatto i partiti sedicenti di destra”, ha rimarcato.
Tanto che alle Amministrative 2027 di Verona andrà da solo, per contarsi: “Il candidato? Ancora non ce l’ho” chiosa mentre accanto a lui Stefano Valdegamberi a mezza voce si candida: “I Veronesi vorrebbero me” sussurra, nonostante il voto limitato che ha raggiunto in città nelle ultime elezioni regionali.
Presenti con Vannacci oggi a Verona anche Stefano Valdegamberi, Emanuele Pozzolo e, appunto, Francesca Martini. Tutti ex Lega, tutti nuovi adepti del generale il che potrebbe far pensare ad un nuovo partito di “riciclati”. Epiteto dal quale Vannacci e Valdegamberi hanno subito preso con forze le distanze: “Quando nasce qualsiasi partito vi aderiscono persone che prima facevano parte di un altro. Anche Fratelli d’Italia quando è nato si è iscritta gente che prima faceva parte del PDL”.
“Non mi chiamo Aladino e non ho la lampada”. Così Vannacci ha spiegato la necessità di accogliere in Futuro Nazionale esponenti che provenivano da altre fazioni politiche che ora si scontrano apertamente con la coalizione vannacciana. “A me è sembrata una cosa abbastanza ovvia – ha proseguito il generale –, se io creo un partito ci metto dentro dei politici”.
Tuttavia, ha rassicurato tutti i presenti sottolineando come a tutte le new entry del partito abbiamo ricevuto delle raccomandazioni e a come tutti loro sia stato fatto un “discorso chiarissimo” riguardo i valori, principi e ideali altrimenti “dureranno come un gatto in tangenziale”. Un messaggio che sta aprendo brecce importanti come in Valpolicella dove si mormora che in tanti di FDI sarebbero pronti a trasferirsi armi e bagagli in Futuro nazionale.
Come se non bastasse Valdegamberi attacca ulteriormente il centrodestra, respingendo di fatto la possibilità di un qualche tipo di alleanza a breve termine. Secondo il responsabile per il Triveneto, infatti, i partiti della “finta destra” hanno paura del nuovo movimento vannacciano. “Siete stati voi ad allontanarvi dalle promesse che avete fatto in campagna elettorale – incalza Valdegamberi -. Ora nessuno vi ha chiesto un’alleanza. Vi abbiamo mai chiesto di essere uniti a noi?”.
Quindi Verona e le amministrative del 2027 avranno un candidato sindaco di Futuro Nazionale spaccando così il centrodestra, soprattutto e da Forza Italia che vuole candidare Tosi (a Padova l’ex sindaco ha sottolineato proprio la distanza degli Azzurri dalle tesi futuriste) con sempre maggior insistenza.
Ma Vannacci prosegue e non guarda in faccia nessuno: “Non mi faccio i problemi di Tosi, li lascio a lui. Verona è proprio la dimostrazione dell’incoerenza di questa destra che ha regalato alla sinistra un comune importante come questo”.
Verona e il Veneto quindi sede strategica principale per le fortune di Futuro Nazionale. Dopo l’Assemblea costituente del 13 e 14 giugno in cui nascerà ufficialmente il partito questo “sarà un punto di riferimento per proseguire nelle iscrizioni, per fare tutta l’attività che fa un partito normale, le riunioni sul territorio e l’organizzazione territoriale che stiamo già pianificando”, ha detto il responsabile per il Triveneto Stefano Valdegamberi.
Verona inoltre “è la città dell’amore – ha sottolineato Vannacci e noi nel nostro manifesto abbiamo inserito l’amore verso la famiglia, lo Stato e la Patria come caposaldo”.



