Salviamo piazza delle Erbe! Torni a essere il mercato dei veronesi Frutta e verdura stanno sparendo. I “piassarotti”, ultimi baluardi della veronesità, sono stati da tempo abbandonati a se stessi. Ma i nostri politici litigano sui tendoni

Il problema principale di piazza delle Erbe è davvero il colore dei tendoni dei bar e dei ristoranti? Ce lo chiediamo dopo aver letto il botta e risposta (l’ennesimo) tra l’ex sindaco Tosi e alcuni assessori della giunta comunale, ultima in ordine di tempo la titolare al Bilancio Toffali. Non entriamo nel merito della disputa.

Ma noi la sintetizziamo così: Tosi sostiene che il piano di “riordino” dei plateatici era già fatto, finito e approvato dal precedente sovrintendente, merito – dice – della sua amministrazione, mentre Palazzo Barbieri replica che se fosse stato davvero tutto a posto oggi non ci sarebbe bisogno di discuterne. Insomma, siamo al solito rimpallo di responsabilità. E però, dicevamo, non è il caso che i nostri politici si concentrino su altro? Piazza delle Erbe ha perso completamente la propria identità. Da magnifico mercato a cielo aperto di frutta e verdura è diventato un bazar di cianfrusaglie: cappellini con la ventola, calamite, magliette e braccialetti di pessima qualità, maschere di carnevale, pile, luci e lucette.

PROMESSE ELETTORALI
Che fine ha fatto la difesa dei prodotti tipici e del “made in Italy” sbandierata a ogni campagna elettorale da ogni partito? Sono pochi, pochissimi ed eroici i “piassaroti” che ancora resistono. Li vedi lì, con gli occhi stanchi e delusi. A loro non pensa nessuno se non gli ultimi clienti affezionati del centro. I “piassaroti” hanno il volto solcato dalle levatacce per portare sui loro banchi prodotti sempre freschi, insalata, pomodori, radicchio, mele, uva che sanno ancora di buono, di una città che si sta smarrendo per colpa di chi questa città la ama soltanto a parole. I “piassarotti” sono gli ultimi baluardi della veronesità di un’agorà che oggi ha gli occhi a mandorla e ha definitivamente voltato le spalle a Berto Barbarani e a Madonna Verona. Piazza delle Erbe, per i nostri politici che non ne conoscono la storia, è solo spritz e business, peraltro sempre meno dato che ad eccezione del fine settimana il salotto della città è sempre più vuoto. E invece piazza delle Erbe potrebbe tornare a splendere. Basterebbe riavvolgere il nastro e difendere chi nel cuore della città vende i prodotti di casa nostra. Anche questo sarebbe un modo per ripopolare il centro di veronesi. E forse apprezzerebbero anche i turisti, ormai i veri padroni di Verona.

Alessandro Gonzato