(di Christian Gaole) Valeria Geremia, medico prestato alla politica, è la donna di punta di Verona Domani per San Bonifacio. Tra tutte, forse, è la candidatura che ha fatto parlare di sé, considerando lo stato di agitazione che ha portato nel centrodestra veronese e nel Comune. Le motivazioni che hanno spinto Geremia a scendere in campo, le ha raccontate in prima persona a la Cronaca di Verona.
Perché ha deciso di candidarsi a sindaco proprio adesso?
«Ho dedicato tutta la mia vita professionale alle famiglie e ai loro bisogni, costruendo un rapporto diretto con le persone e con il territorio. Questa candidatura nasce proprio da qui: da una richiesta che viene dalla comunità. Ho scelto di accettare con senso di responsabilità, per mettere questa esperienza al servizio di San Bonifacio con un impegno concreto, fatto di ascolto e presenza».
Come si spiega il sostengo alla sua candidatura da parte di Verona Domani, Forza Italia e di una parte di Fratelli d’Italia?
«Questa candidatura nasce da un percorso di condivisione basato su idee e contenuti concreti per la città. Le liste che mi sostengono hanno scelto di lavorare insieme su un progetto amministrativo serio e credibile. È un percorso che mette al centro San Bonifacio, più che le appartenenze».
Si considera la candidata del centrodestra veronese o una proposta alternativa ai partiti tradizionali?
«La mia candidatura è sostenuta da liste che hanno una chiara valenza amministrativa. Il mio impegno è rivolto alla città e ai suoi bisogni concreti. Più che le etichette, contano il metodo e gli obiettivi: ascolto, serietà e responsabilità nel governare».
Qual è il provvedimento concreto che adotterebbe nei primi 100 giorni di mandato? Forse il tema dell’ex ospedale?
«Il tema dell’ex ospedale è importante e andrà affrontato con attenzione, ma la priorità è la cura quotidiana della città. Nei primi mesi voglio intervenire su ciò che incide direttamente sulla qualità della vita: manutenzione di strade e marciapiedi, decoro urbano, sicurezza e attenzione ai quartieri. Sono interventi concreti, che i cittadini si aspettano da tempo. Sull’ex ospedale la nostra posizione è chiara: prima di decidere, serve un percorso serio, tecnico e condiviso. Le scelte su un’area così importante non possono essere improvvisate né ridotte a slogan. Bisogna valutare con attenzione ciò che può essere recuperato, ciò che non è più funzionale e quale progetto può davvero portare valore alla città».
Qual è la decisione impopolare che ritiene necessaria per San Bonifacio?
«Il metodo che intendo portare è basato sull’ascolto e sulla condivisione. Le decisioni importanti vanno spiegate e costruite insieme ai cittadini, con serietà e trasparenza. Se ci saranno scelte difficili, dovranno essere motivate da un interesse generale e accompagnate da un confronto vero, per ridurre al minimo i disagi e rafforzare la fiducia».
La sua idea di amministrazione rispetto alle passate amministrazioni..
«San Bonifacio è stata amministrata per un periodo troppo breve per portare a compimento le opere programmate.
Il mio obiettivo è portare un metodo chiaro e riconoscibile: più attenzione alla concretezza, alla cura quotidiana della città e alla vicinanza alle persone. Non si tratta di contrapposizioni, ma di dare continuità a ciò che funziona e migliorare ciò che oggi manca, con un impegno costante su sicurezza, servizi e qualità della vita».



