Sfida salvezza, ma non è decisiva L'intervista a Remondina che ha guidato entrambe le squadre. “I gialloblù sono più abituati a lottare”

tolto il primo dove si paga un iniziale fisiologico ambientamento, questo è il primo nel quale il Sassuolo si trova invischiato nella lotta per non retrocedere. Il Verona, invece, più abituato a vivere situazioni di questo genere, gode di un potenziale iniziale vantaggio. Almeno sotto il profilo psicologico». Questo è il primo pensiero con il quale Gian Marco Remondina, ex tecnico di entrambe le squadre, inquadra l’importante sfida salvezza di domenica, che vede le due formazioni appaiate al terzultimo posto in classifica. «I neroverdi – prosegue Remondina – in tutti questi anni hanno sempre portato avanti un’attenta politica che nel corso delle stagioni ha consentito al club di ottenere importanti plusvalenze. Vedi per esempio Locatelli, Raspadori e Scamacca. Tutti fondi, comunque, prontamente reinvestiti. E tale linea ha sempre premiato con la squadra che ha disputato campionati tranquilli, conquistando anche la qualificazione europea. Ora, per la prima volta, i conti non tornano e la società si trova a far fronte a una situazione imprevista e quasi sconosciuta». E il Verona ? «I gialloblù, come ho avuto modo di dire già prima, sono molto più abituati a questo tipo di situazioni. In questi anni, dall’arrivo di Juric, i vari giocatori passati per Verona hanno imparato un certo tipo di gioco, fatto di aggressività e intensità, doti che diventano fondamentali in questo contesto. La squadra è stata rivoluzionata nel recente mercato di gennaio ma, a mio avviso, Sogliano ha fatto un buon lavoro pescando giocatori adatti e Baroni si conferma tecnico bravo e preparato per cercare di traguardare l’obiettivo della salvezza».
SFIDA SALVEZZA IMPORTANTE MA NON DECISIVA
«Come si prepara una partita del genere? A livello di moduli non c’è molta differenza. Il Sassuolo, probabilmente, vale qualcosa di più sotto l’aspetto qualitativo. Tuttavia, l’aspetto più importante sul quale un allenatore deve concentrare il proprio lavoro è quello mentale. Bisogna essere bravi a toccare le corde giuste dei propri giocatori. Da questo punto di vista, come detto prima, il Verona può essere avvantaggiato avendo acquisto in questi ultimi anni una mentalità maggiormente votata alla lotta. In casa del Sassuolo, invece, il cambio in panchina non ha dato la tanto attesa scossa, quella che noi allenatori chiamiamo anche tempesta emozionale. A mio parere, senza nulla togliere a Bigica, in queste situazioni può essere utile affidarsi a tecnici abituati a vivere certe situazioni di emergenza. La scelta, quindi, di un tecnico esperto come Davide Ballardini appare più sensata. In ogni caso – conclude – a prescindere da quello che sarà il risultato finale, nulla è perduto. Mancano ancora diverse partite e il calendario, visto l’alto numero di squadre coinvolte, prevede diversi scontri diretti. Tutto può succedere».
FATTORE BENTEGODI
Nell’affrontare questa importante sfida il Verona potrà contare sull’apporto del Bentegodi, che in queste partite diventa il cosiddetto dodicesimo uomo in campo. «Conosco molto bene il pubblico dell’Hellas Verona. I tifosi gialloblù hanno la maglia della loro squadra tatuata sulla pelle. Nelle difficoltà il popolo scaligero si attacca ai propri giocatori sostenendoli dal primo all’ultimo minuto. E questo rappresenta per il Verona un enorme e fondamentale valore aggiunto».
Enrico Brigi