Si è spento alle ore 17 di oggi venerdì 31 luglio, a Milano, don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della comunità Exodus, una delle figure più note del volontariato e dell’impegno sociale in Italia. Da una sua idea sono nati anche i Centri Giovanili don Mazzi, realtà con base a Verona, che ha come obiettivo anticipare il disagio dei giovani, evitando così impegnativi e non facili percorsi di recupero e tanta sofferenza, per i giovani e per le loro famiglie. Era nato il 30 novembre 1929.
La notizia della morte di don Antonio Mazzi segna la scomparsa di un protagonista assoluto dell’educazione e dell’accoglienza dei più fragili. Nato a Verona nel 1929, aveva dedicato la sua vita ai giovani in difficoltà, alle famiglie in crisi e a chi cercava una possibilità di riscatto dopo la dipendenza, il carcere o l’emarginazione.
Sacerdote dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, don Mazzi aveva unito alla formazione teologica una forte preparazione pedagogica e psicologica, costruendo nel tempo un’esperienza pastorale e sociale riconosciuta in tutta Italia. La sua opera più nota, Exodus, è diventata negli anni un punto di riferimento per centinaia di ragazzi e ragazze in cerca di una seconda opportunità.
Figura diretta, spesso provocatoria, ma sempre centrata sulla concretezza dell’ascolto e della relazione, don Mazzi ha incarnato per decenni un modo esigente e insieme profondamente umano di intendere la missione sacerdotale. Il suo nome è legato a battaglie culturali e sociali, alla denuncia delle marginalità e alla difesa della dignità dei più deboli.
Nel corso della sua lunga attività, aveva ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo impegno civile e religioso, restando fino agli ultimi anni un punto di riferimento nel dibattito pubblico e nel mondo del terzo settore. Giornalista professionista ha coltivato tantissime collaborazioni con quotidiani e riviste nazionali diventando anche un volto noto della televisione.
Alla famiglia ed alle sue Comunità le condoglianze della nostra redazione.



