Spesa sanitaria, il partito della spesa pubblica rialza la testa

(di Bulldog) Il partito della spesa pubblica – ovvero destra radicale e centrosinistra – sta usando come una clava i dati del rapporto annuale della Fondazione Gimbe sulla spesa pubblica italiana nella sanità. Il cahier des doléances è noto, si ripete ad ogni anno, a dispetto dell’impatto che la sanità ha sui conti pubblici di un Paese quale l’Italia che, lo ricordiamo, vanta uno dei debiti pubblici più alti al
mondo sia in termini assoluti che in rapporto al PIL.
Chi contesta il livello della spesa sanitaria pone l’accento sulla differenza di fondi che altri Paesi mettono sul piatto, facendo finta di scordare qualche altra verità.

La spesa sanitaria ammonta a 148,5 miliardi ovvero 2.516 € per abitante. Questi soldi coprono costi di gestione e investimenti infrastrutturali, ma non sono i soli che la Repubblica immette nel sistema. Vanno aggiunti altri 108 miliardi di benefici fiscali che vengono girati ogni anno ai contribuenti a copertura delle spese sanitarie sostenute (extra servizio pubblico come farmaci e terapie aggiuntive) e di quelle familiari (mutui prima casa inclusi). Non tutto finisce in sanità, diciamo per praticità un terzo: ed ecco trovato il gap che Fondazione Gimbe e partito della spesa pubblica denunciano rispetto a quanto spendono Paesi europei contabilmente più seri.

La spesa sanitaria è pari al 79% del totale dell’Irpef che lo Stato incassa dai contribuenti italiani. Le imposte sul reddito delle persone fisiche ammontano infatti a 187,9 miliardi (un valore in calo del 2,2% a fronte invece di un incremento della spesa sanitaria del 4,5%, 2025 su 2024). Ricordiamo che, in tutto, lo Stato incassa ogni anno circa 470 miliardi fra imposte e tasse.

Per abitante, l’Irpef ammonta a 3.184 € a testa. Ma questo dato è vero e reale sono per Trilussa. I contribuenti sono infatti 42 milioni di Italiani e non 59 milioni, e solo 33,5 milioni di contribuenti pagano qualcosa di Irpef. In dettaglio: 1,1 milioni di contribuenti hanno reddito zero o negativo e quindi non pagano nulla; 7,3 milioni di contribuenti arrivano ad appena 7mila500 € di reddito e pagano meno di 30€ di tasse l’anno; 7,7 milioni di contribuenti raggiungono 15mila € di reddito e versano meno di 300€ di tasse l’anno; 5 milioni di contribuenti toccano i 20mila € di reddito l’anno pagando così circa mille300€ di tasse l’anno. Sono 20 milioni di contribuenti che versano meno
tasse di quanto lo Stato non spenda per loro in sanità. Se li sommiamo con gli Italiani che non debbono presentare dichiarazione dei redditi vuol dire che 37 milioni di persone hanno la sanità gratis, pagata dalla collettività. Sei Italiani su dieci si curano gratis; 4 su 10 pagano i conti di tutti.
Ma non è l’unico dato interessante che andrebbe tenuto in considerazione: gli Italiani spendono ogni anno 160 miliardi in giochi e lotterie, sono 2.800 € a testa. Compresi i neonati, i poveri e le persone a basso reddito (quei 37 milioni che hanno la sanità gratis). Lo Stato recupera da giochi e lotterie un gettito insignificante: appena 7,6 miliardi €.

Sono quattro dati in croce, ma la spiegano tutta. Questa Repubblica è vista come una gigantesca cornucopia dove tutti accaparrano il più possibile, senza pagare i servizi che si ricevono e spendendo in puttanate i soldi delle tasse non pagate. Si chiamano ladri di Stato.