Il MOSE al centro del discorso, per una volta non come opera d’alta tecnologia, ma come eredità. A Palazzo Bo, sede dell’Università di Padova, è stata consegnata la prima borsa di studio dedicata ad Alberto Scotti, progettista e “padre” dell’opera, scomparso nel 2025: a vincerla è stata Anna Barin, giovane ingegnera dell’ateneo patavino, premiata per una tesi di laurea proprio sul sistema di difesa della laguna veneziana.
Il riconoscimento ha rappresentato un passaggio simbolico tra generazioni: da chi ha contribuito alla realizzazione di una delle opere ingegneristiche più complesse e strategiche del Paese, a chi oggi si misura con le sfide future dell’ingegneria, partendo proprio dallo studio di quel sistema. La borsa di studio, promossa e finanziata da Technital, azienda di ingegneria di cui Scotti era CEO e presidente, è stata assegnata nel corso del convegno “Le grandi opere dell’ingegneria italiana – Premio Alberto Scotti”, organizzato e promosso in primo luogo dalla stessa Technital, insieme al Dipartimento ICEA dell’Università di Padova, alla Fondazione Ingegneri Padova, OICE e agli Ordini degli Ingegneri delle province di Padova e Verona.
«Mio padre non amava i riconoscimenti: il senso profondo del suo impegno stava nell’assumersi ogni giorno la responsabilità civile della sua professione, e nell’opera in sé — concreta, fatta per gli altri e per chi viene dopo. – afferma la figlia di Alberto Scotti, architetto Francesca Scotti, a nome della famiglia –. Crediamo che questa borsa di studio gli sarebbe piaciuta proprio per questo: non perché porta il suo nome, ma perché sostiene una giovane ingegnera che ha scelto di seguire la sua stessa professione e di studiare il MOSE. Ringraziamo Technital per aver scelto una forma di riconoscimento che gli somiglia molto bene»
«Alberto Scotti ha rappresentato una figura di riferimento non solo per Technital, ma per l’ingegneria nel suo complesso. Il suo contributo al MOSE è stato determinante e continua ancora oggi a essere un punto di riferimento per chi si confronta con opere di questa complessità – ricorda Zeno D’Agostino, presidente di Technital –. C’è un valore particolarmente significativo nel fatto che una grande opera progettata da Technital come il MOSE, frutto di competenze, visione e responsabilità, contribuisca oggi a sostenere il percorso di una giovane ingegnera. È un passaggio ideale tra generazioni, che restituisce continuità a un sapere che non si esaurisce nelle opere realizzate, ma si rinnova nelle persone che ne raccolgono l’eredità. Investire nelle nuove generazioni significa dare continuità a questo percorso, mettendo al centro competenza, rigore e capacità di innovare, per affrontare le sfide che attendono il nostro Paese nei prossimi anni»
La borsa di studio, del valore di 4.700 euro, è stata assegnata per una tesi dedicata all’analisi del comportamento delle paratoie del sistema MOSE. Il lavoro di Anna Barin ha approfondito l’evoluzione delle strutture, con particolare riferimento alla barriera della bocca di Lido nel canale San Nicolò, attraverso un confronto tra modelli geotecnici e dati di monitoraggio. Lo studio ha evidenziato come il controllo di questi fenomeni rappresenti un elemento fondamentale per garantire nel tempo la funzionalità, la sicurezza e la durabilità di un’infrastruttura complessa come il sistema di difesa della laguna veneziana.



