Aggredì gli agenti a Cerea, ora è libero. Trevisi: “Poliziotti abbandonati dal Governo”

«C’è una domanda che tanti poliziotti si fanno ogni giorno, da Nord a Sud: che messaggio arriva a chi rischia la propria incolumità per fermare un autore di reato quando, poche ore dopo, quella persona torna libera?» A porla è Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale del Partito Democratico, ex capo della squadra mobile ed ex direttore della Scuola di Polizia di Peschiera del Garda, commentando quanto accaduto a Cerea, in provincia di Verona. 

«Non entro nel merito delle decisioni dell’autorità giudiziaria, perché so bene che i magistrati applicano le leggi che il Parlamento approva e sono tenuti a farlo nel rispetto delle regole e delle garanzie previste dal nostro ordinamento. È bene ricordarlo ogni volta che qualcuno cerca scorciatoie polemiche, scaricando sulla magistratura responsabilità, che appartengono invece alla politica».

«Da ex poliziotto, però, conosco perfettamente il senso di amarezza che situazioni come questa possono generare. È svilente per un agente intervenire, affrontare una persona che resiste, aggredisce o mette a rischio l’incolumità degli operatori e poi avere la percezione che tutto questo non produca conseguenze adeguate. È una sensazione che purtroppo si ripete ogni giorno in tante città italiane e che alimenta sfiducia e frustrazione tra chi lavora in prima linea per la sicurezza dei cittadini».

«Da anni sentiamo ripetere il mantra della “certezza della pena”. Ma la certezza della pena non si misura nelle conferenze stampa o nei post sui social. Si misura nella capacità di costruire un sistema normativo che garantisca risposte rapide, efficaci e comprensibili ai cittadini. Chi governa il Paese oggi ha la possibilità di intervenire, pensando anche a tutti i problemi che ha il sistema carcerario. Se davvero ritiene che esista un problema, lo affronti con provvedimenti concreti e non con slogan che puntualmente vengono smentiti dalla realtà».

«La sicurezza non è una bandiera da agitare quando conviene. È un tema serio che richiede investimenti, personale, formazione e norme coerenti. E richiede soprattutto rispetto per chi ogni giorno indossa una divisa e rappresenta lo Stato nelle strade, spesso in condizioni difficili e con organici insufficienti».

«Agli agenti coinvolti nell’intervento di Cerea va la mia solidarietà e il mio ringraziamento. Hanno fatto il loro dovere. Ora la politica faccia il proprio».