Turismo, corre il Veneto: a maggio 19,2 milioni di presenze. presenze estere, più 11.7%

 Il Veneto conferma il proprio ruolo di locomotiva del turismo italiano. A fotografare una stagione estiva in crescita sono i dati elaborati da HBenchmark, la piattaforma di Hospitality Data Intelligence che monitora in tempo reale l’andamento delle principali destinazioni turistiche regionali, e quelli dell’Ufficio di Statistica della Regione Veneto relativi ai primi cinque mesi del 2026. Il quadro complessivo racconta una regione che continua ad aumentare in attrattività, rafforzando la propria capacità di distribuire i flussi tra territori e stagioni. Tra gennaio e maggio gli arrivi crescono del 4,6%, mentre le presenze fanno segnare un incremento del 7,1%, superando i 19,2 milioni. Un risultato sostenuto soprattutto da un eccezionale mese di maggio, che registra un incremento delle presenze del 19,2% rispetto allo stesso mese del 2025, favorito anche dal calendario delle festività europee e da condizioni climatiche particolarmente favorevoli.

Il dato più significativo riguarda però la composizione della domanda. Se il mercato italiano rimane sostanzialmente stabile (-1% di presenze nel periodo gennaio-maggio), è la componente internazionale a trainare la crescita con un incremento dell’11,7%, confermando la forte attrattività del Veneto sui principali mercati esteri e, in particolare, sui flussi di prossimità provenienti dall’Europa centrale. Anche la permanenza media continua lentamente a crescere, attestandosi intorno alle 2,7 notti, segnale di una maggiore capacità delle destinazioni venete di trattenere il turista e aumentare il valore economico prodotto sul territorio.

Dal punto di vista delle strutture ricettive, il comparto alberghiero continua a rappresentare l’ossatura del sistema turistico regionale con una crescita del 2,6% delle presenze, mentre l’extralberghiero registra un incremento del 12%, confermando l’evoluzione della domanda verso un’offerta sempre più diversificata. All’interno del settore alberghiero tornano a crescere con decisione gli hotel tre stelle (+6,2% di presenze), mentre continua l’espansione del segmento lusso rappresentato dai cinque stelle (+5,7%). Molto positivo anche l’andamento dell’open air: campeggi e villaggi turistici registrano un incremento superiore al 23% delle presenze rispetto allo scorso anno.

L’analisi territoriale restituisce un Veneto capace di crescere in maniera diffusa. Le province di Venezia e Verona rappresentano i due principali motori della stagione, sostenute rispettivamente dalla forza del turismo balneare e dall’attrattività del Lago di Garda, facendo registrare gli incrementi più consistenti sia negli arrivi che nelle presenze.

Padova evidenzia invece una lieve flessione, influenzata soprattutto dal rallentamento del comparto termale e da una minore presenza di clientela internazionale, mentre Vicenza risente ancora della fase di rallentamento del comparto business legato alla filiera automotive. Belluno, dopo gli straordinari risultati collegati ai Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, registra una naturale fase di assestamento che non compromette comunque il rafforzamento dell’immagine internazionale della montagna veneta.

Anche la lettura per prodotti turistici conferma la solidità del sistema regionale. Mare e Lago continuano a trainare la crescita dell’estate, le città d’arte consolidano il proprio ruolo con un incremento costante delle presenze, la montagna mantiene sostanzialmente i risultati dello scorso anno dopo il forte effetto olimpico, mentre le terme attraversano una fase più complessa che richiederà specifiche strategie di rilancio.

Le prospettive per il prosieguo della stagione rimangono particolarmente positive. Secondo le elaborazioni di HBenchmark, il confronto tra le prenotazioni già acquisite per l’estate 2026 e quelle registrate nello stesso momento del 2025 evidenzia una crescita in quasi tutti i comparti.

Le città d’arte registrano un incremento complessivo dell’8%, con agosto e settembre già superiori di sette punti percentuali rispetto allo scorso anno. Il Lago di Garda conferma il proprio momento positivo con una crescita del 4,4%, sostenuta soprattutto dai mercati internazionali. Il comparto balneare cresce del 4,1%, consolidando la propria capacità di attrarre i mercati di prossimità italiani e del bacino DACH.

Il dato più rilevante riguarda però la montagna, che registra un incremento del 15,9% rispetto al 2025. Un risultato che conferma come l’eredità lasciata dai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina continui a produrre effetti concreti sulla notorietà internazionale delle Dolomiti venete.

Unico comparto in lieve contrazione è quello termale, che registra un calo dell’1,9%, pur mantenendo livelli di occupazione sostanzialmente stabili nei mesi centrali della stagione.

Massimiliano Schiavon, nella foto qui sopra, presidente di Federalberghi Veneto, legge i dati come la conferma della solidità del modello turistico regionale: «Il Veneto continua a dimostrare di essere il punto di riferimento del turismo italiano non soltanto per i volumi, ma per la qualità del proprio sistema di accoglienza. I dati ci restituiscono una fotografia molto chiara: cresce il mercato internazionale, si rafforza la permanenza media, aumentano i ricavi delle imprese e, soprattutto, vediamo consolidarsi quella destagionalizzazione che da anni rappresenta uno degli obiettivi strategici del nostro comparto.

La vera forza del Veneto è quella di aver costruito un sistema turistico integrato. Non esiste una sola destinazione trainante, ma un equilibrio tra mare, lago, città d’arte, montagna e terme che permette alla nostra regione di essere competitiva durante tutto l’anno. Quando un comparto rallenta fisiologicamente, un altro cresce, garantendo continuità all’intero sistema economico regionale.

Particolarmente significativo è il ruolo del mercato estero, che continua a premiare il Veneto come destinazione sicura, facilmente raggiungibile e capace di offrire esperienze diversificate. È una conferma importante anche del valore del lavoro svolto dagli operatori, che negli ultimi anni hanno investito nella qualità delle strutture, nell’innovazione dei servizi e nella sostenibilità dell’offerta.

Allo stesso tempo questi numeri ci ricordano che la leadership non è mai un punto di arrivo. Essere la prima regione turistica d’Italia significa avere la responsabilità di continuare a innovare, investire e programmare. Servono infrastrutture moderne, una mobilità sempre più efficiente, formazione del capitale umano e una normativa capace di accompagnare la crescita delle imprese.

Il turismo veneto sta vivendo una fase positiva, ma oggi la sfida è un’altra: trasformare la leadership quantitativa in una leadership qualitativa. Dobbiamo essere la regione che anticipa i cambiamenti del mercato, che guida l’innovazione tecnologica e che continua a rappresentare un modello di riferimento per tutto il sistema turistico nazionale».