Understatement è la parola d’ordine, ma il poster di presentazione del convegno su Comuni e Europa (si tiene lunedì in Gran Guardia, alle ore 18:30 ed è alla sua seconda edizione) qualche pensiero lo dà. Ci sono Damiano Tommasi e Giuseppe Sala, i sindaci “civici” del centrosinistra, e c’è Ernesto Maria Ruffini, già al vertice delle Agenzie delle Entrate e di Equitalia, e figura pivotale di “PiùUno”, il movimento che punta ad allargare al centro sinistra “sfondando” al centro. Ruffini – che non vuole uscire dal campolargo – guarda ai movimenti civici, associazionismo, giovani ed alla vastissima area del “non voto” che si è ritrovata però ai seggi all’ultima tornata referendaria.
E se sovrapponiamo questo bacino d’interesse con quello elettorale di Damiano Tommasi il gioco è fatto: non a caso il sindaco non è del Pd e si è rivolto proprio all’area dei movimenti giovanili, dell’associazionismo più vario ed a quell’area centrista, morotea, che si trova a disagio con le spinte più conservatrici e sovraniste. E quindi, il richiamo all’Europa non è affatto secondario: il riferimento è a Bruxelles e ad una visione più “unitaria” che “confederata” dell’Unione con tutto quello che me consegue.
Se poi ai tre aggiungiamo un quarto spettatore interessato, lo scenario per le prossime amministrative 2027 e le prossime politiche 2027 diventa ancora più intrigante: alla finestra c’è infatti un altro sindaco “civico” che sta nel campolargo, ma non è organico al Pd o ai 5Stelle, che sta ragionando su un proprio listone nazionale e che rappresenta il “sogno” di tanti, ovvero la prima cittadina di Genova, Silvia Salis.
Anche lei passata dai campi di gara – con la maglia della Nazionale di atletica leggera – alla politica sportiva, poi alla politica vera e propria, con nel cassetto tante opportunità da sfruttare in un Paese sempre alla caccia di figure politiche nuove…
Quanto a Ernesto Maria Ruffini i suoi comitati d’appoggio sono presenti già in tutte le province venete; a Verona sono già attivi più comitati e per l’estate la rete avrà coperto tutto il territorio nazionale (siamo a 96 province su 110). E lui sta girando come una trottola per l’Italia per presentare il suo ultimo libro “Più Uno, la politica dell’uguaglianza” tessendo la sua tela. Che questo parterre sia d’interesse lo conferma anche il riavvicinamento di Carlo Calenda – anche lui sarà a Verona giovedì 7 maggio per presentare il suo ultimo libro (ore 18:30 Teatro SS Trinità col quirinalista Marzio Breda) – che su un’ipotesi Salis candidata premier potrebbe rientrare nel centrosinistra. Lo stesso Carlo Calenda che nel 2022 inizialmente sostenne Damiano Tommasi.
Insomma, un campo c’è e inizia a mostrare la bandiera e delimitare i confini. Quanto diventerà largo lo vedremo nelle prossime settimane.



